“La forza nonviolenta di Filomena” su D di Repubblica

Foto di Mattia Balsamini per D

L`avvocato Filomena Gallo segretario nazionale dell`Associazione Luca Coscioni, si batte per i diritti civili e le libertà fondamentali. Affinché il futuro sia libero e positivo. Per quante più persone possibile.

«Nella politica si deve applicare il metodo scientifico, in modo da scendere , ciò che è vero da ciò che è falso. E’ un metodo trasparente, condiviso. Che crea una conoscenza diversa».

Queste le parole di Filomena Gallo per spiegare come la politica dovrebbe essere, per garantire conoscenza a tutti.

C`era una volta una bambina determinata, che sognava di fare il medico e di curare i malati. Nata in Svizzera nel battagliero 1968, da genitori italiani, nel 1971 viveva già nel paese paterno, Teggiano, tra Salernitano e Lucania, e poi per un periodo in Valtellina.

«No, tu sei figlia, meglio un bel diploma, un concorso», le disse il padre quand`era il momento di decidere.

Quella bambina era Filomena Gallo. Oggi l`avvocato cassazionista specializzata in diritto minorile, diritto di famiglia e diritto pubblico, è diventata segretaria nazionale dell`Associazione Luca Coscioni. Nonché la picconatrice della legge 40/2004 che disciplina la procreazione assistita nell`ordinamento giuridico del nostro Paese.

Quindi la fata madrina dei 13mila bebè italiani nati grazie alle decisioni d`incostituzionalità della Corte Costituzionale, che ha cancellato i divieti, e dall`intervento di oltre 34 tribunali, suscitati dall`Associazione insieme alle associazioni di pazienti e altri colleghi.

Oggi Filomena ricorda cosi il dissidio con il padre: «Subito intervenne il nonno per assecondarmi. Mi disse che all`università ci avrebbe pensato lui: “Però scegli qualcosa di più vicino a casa, facciamo contento anche papà”». E così si immatricola a giurisprudenza. Ma non rinuncia al sogno, lo ridefinisce.

«Ho dovuto ricavarmelo da sola, il mio spazio, imparando pian piano quello che avrebbe condizionato le mie scelte. Perché durante l`università le udienze le vedevo solo al cinema.

Ho fatto pratica in uno studio di tradizione notarile con una meravigliosa biblioteca, e lì ho cominciato a orientarmi verso il diritto di famiglia e i diritti fondamentali: mi ricordo di una coppia e del loro problema che portava a un procedimento amministrativo, lei doveva prendere farmaci per la fecondazione assistita e aveva incontrato una restrizione appunto amministrativa, occorreva costituire un`associazione e contattare altre associazioni. Perché la cosa da non fare mai è ghettizzare chi vive problematiche di salute. Non ci devono essere discriminazioni di alcun tipo nell`accesso alle cure».

Finivano gli anni`90 e il giovane avvocato Gallo, che scinde in due il lavoro per potersi dedicare ad attività pro-bono, comprende la solitudine speciale provata dalle coppie che cercano di creare una famiglia con l`aiuto della medicina: «Quando le conosci ne percepisci la continua “gravidanza”, a prescindere dagli “insuccessi”».

E papà adesso è contento, di sua figlia? Sorriso luminoso sul bel viso mediterraneo: «La mia vita mi piace proprio in virtù di una forte responsabilità familiare. Mia mamma, siciliana, una “sorella maggiore” di 40 anni quando io ne avevo 20, mi ha insegnato a non cedere mai. Papà, origini contadine, bidello a scuola che ha rifiutato il passaggio ad addetto di segreteria perché, diceva, non aveva studiato abbastanza, è un campano di modello tedesco! Da lui ho imparato a essere accuratamente preparata, a non cercare scorciatoie. E poi mio fratello, mio grande alleato, sempre pronto a sostenermi».

In tivù, nel 2004, ai tempi della mobilitazione contro la legge sulla procreazione assistita, vede per la prima volta Luca Coscioni, Marco Pannella, Emma Bonino, Rita Bernardini, Marco Cappato: «Mi sembrano fare parte di un mondo lontano… Intanto mi impegno a raccogliere firme per l`abrogazione, mi chiama Piero Fassino per un convegno sulla legge 40, e già mi propongono una candidatura perché, dicono, sono portata per la politica».

Non sbagliavano, no? «In realtà tutti saremmo portati, alla politica. Ma quello che mi diventa assolutamente chiaro è che, in assenza di leggi o con cattive leggi, i procedimenti giudiziari possono essere innovativi».

Parrebbe difficile scalfire l`avvocato Gallo, voce pacata, eloquio soffice, lungo abito a fiori e, nonostante l`afa, tisana bollente per ritemprarsi dopo un tribolato viaggio in treno.

In fondo ne ha passate tante, pur senza fare clamori: nel 2010, a Salerno, dove allora vive, viene ripetutamente minacciata di morte, insultata per le sue idee al telefono e al citofono, prova paura, cambia abitudini, e qualcosa succede poi anche a Roma, dove abita ora, ma sa ribellarsi anche alla paura. Pur provandone ancora, confessa con calma.

Tuttavia le si accende la furia negli occhi, per un attimo appena, quando le si chiede che cosa ha sentito dentro lo scorso 5 giugno, il giorno del dibattito sulla fiducia a Palazzo Madama, quando ha visto la degnazione vincente del neoministro della Famiglia e della Disabilità, Lorenzo Fontana, che sfiorava la senatrice Monica Cirinnà con addosso la T-shirt di Famiglie Arcobaleno…

«Sono abituata a quello sguardo. La prima volta che lo incroci è dura, poi impari a demolirlo con un sorriso. La rabbia è debolezza. Devi contare fino a 5. Del resto, la legge 40 ci aveva avviliti. E tu che fai, stai ferma? No».

E proprio ricordando la speciale forma mentis dei radicali, che praticano tradizionalmente l`uso non violento del corpo, Gallo ricorda l`incontro decisivo con Luca Coscioni, il docente universitario e maratoneta colpito dalla sclerosi laterale amiotrofica, morto nel 2006, che è arrivato ad autoridursi i farmaci per denunciare l`insufficiente informazione sulla libertà della ricerca scientifica.

«Davanti a lui ti sentivi come se nella tua vita non avessi mai fatto nulla. Luca scriveva e interveniva con gli occhi, usava il corpo per la politica. Studiava e approfondiva tutto. Grazie a lui mi avvicino al Partito Radicale e all`Associazione che ne porta il nome.

La storia e l`esempio di Pannella, Bonino, e poi di Cappato, che ha sempre fatto cose importantissime anche da giovanissimo, mi ispirano, mi aiutano a vincere la timidezza. Certo, li mettevo su un piedistallo, ma ha avuto la meglio la passione per i diritti!».

Già, la passione. Resta quella, visti i tempi duri per i diritti civili, ormai percepiti come un lusso, come il fiore all`occhiello di una sinistra radical-chic, quasi fossero in contrapposizione ai diritti sociali.

Filomena Gallo non si scompone. Dice che le politiche sociali sono fondamentali, «che l`Italia è in ginocchio per il divario enorme tra Nord e Sud, che manca il lavoro, la natalità è troppo bassa e i tempi della giustizia sono insostenibili», tant`è che «gli imprenditori stranieri ci pensano bene prima di investire da noi, perché sanno che qualsiasi problema si troveranno a incontrare resteranno impantanati per anni».

Al tempo stesso invita a esaminare il contratto del nuovo governo, dove i diritti civili e le libertà fondamentali non sono citati, certo, ma sono presenti tematiche (famiglia, disabilità, salute) che fanno pensare che un po` di attenzione ci sia.

«Per indole sono portata a vedere il bicchiere mezzo pieno, e perciò mi viene da pensare che il governo su questi temi lascerà libero il Parlamento. Ma il bicchiere può essere anche mezzo vuoto: e allora, poiché questi temi sono divisivi, potrebbe invece decidere di non trattarli proprio, lasciando l`Italia cristallizzata. Inutile dire che, se si verificasse quest`ipotesi, occorrerà avere ancora maggior voce».

Del resto, aggiunge, non c`è bisogno di aspettare molto per capire dove si andrà a parare: il governo può essere stanato subito. E come, subito?

«Roberto Fico, il presidente della Camera, quando si è insediato ha dichiarato di volere valorizzare il potere legislativo dato ai cittadini. E noi di fatto abbiamo depositato in Parlamento proposte di legge di iniziativa popolare, come quella sulla legalizzazione dell`eutanasia, 70mila firme, calendarizzata per il 2016 e mai discussa. I diritti civili toccano la sfera delle libertà fondamentali delle persone, che devono essere libere dall`inizio alla fine della loro vita: sottoporremo un`agenda, dunque, ma senza proporre un`unica visione».

E aggiunge: «Nella politica si deve applicare il metodo scientifico, in modo da scindere ciò che è vero da ciò che è falso. È un metodo trasparente, condiviso, che crea una conoscenza diversa. Come in un laboratorio».

Un metodo che dev`essere caro alle donne, suggerisce con uno scatto di serietà che per un attimo le indurisce la voce: «Noi italiane siamo in pericolo: è in atto una sottrazione dei nostri diritti, grazie anche alla manipolazione semantica delle questioni.

Prendiamo gli ultimi sviluppi dei rischi che corre la legge 194 (“Norme per la tutela sociale della maternità e sull`interruzione volontaria della gravidanza”): si solleva l`obiezione di coscienza anche per la pillola del giorno dopo, che è un farmaco anticoncezionale, ma non c`è una legge che preveda l`obiezione di coscienza ai metodi contraccettivi, non c`è una legge di stato che trasformi i “peccati” in reati!

L`ultima relazione del Ministro Lorenzin sull`attuazione della 194 rilevava, appunto, un aumento del ricorso alla pillola del giorno dopo. Che, guardacaso, a partire da aprile 2018 è stata esclusa dall`elenco dei medicinali indispensabili da tenere sempre in farmacia. C`è una premeditazione nel mettere a repentaglio i nostri diritti acquisiti per legge.

Penso che in alcuni casi ci sia una forte responsabilità delle Regioni, per esempio sull`applicazione della 194: mancano i controlli per evitare l`interruzione del suo servizio a causa dei tanti medici obiettori».

E poi vanno rimossi i divieti ai single della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, e va regolamentata la gestazione per altri, «il cosiddetto utero surrogato, e che dire?, per evitare situazioni illegali ci vogliono leggi e non divieti. Altrimenti si rischia di lasciare spazio alla proposta del “reato universale” invocato da alcune voci del femminismo, con la pretesa che possa influire anche in altri paesi dove la tecnica è normata».

A proposito di legge 40: «C`è la questione delle blastocisti. E qui parliamo di due categorie diverse: gli embrioni non idonei per una gravidanza e le blastocisti in sovrannumero in seguito ai cicli di procreazione medicalmente assistita. I primi, non trasferibili in utero perché un`indagine clinica diagnostica non li ha ritenuti idonei a determinare una gravidanza sicura, e per legge crioconservati senza alcuna destinazione, sono fonte di cellule staminali embrionali che possono trasformarsi in qualsiasi tipo di cellula umana.

Possono quindi essere donati per aiutare la ricerca di cure per alcune malattie incurabili della vista e il Parkinson. Le seconde sono utili per una donazione a finalità riproduttiva, come avviene per quella di gameti. Ma facciamo attenzione: invocare la loro “adozione”, e non la loro donazione, come avviene da  più parti, e dunque attribuire personalità giuridica alle blastocisti, come fossero persone, significa di fatto cancellare le leggi 194 e 40».

Ovvero, «le grandi “sorvegliate speciali” dinanzi al Comitato dei Ministri in sede europea, insieme ai diritti per le coppie dello stesso sesso, alla situazione nelle carceri e all`assenza del reato di tortura nel nostro ordinamento, e comunque a tutto quanto concerne il rispetto dei diritti umani», elenca.

Certo. Ma non le sembra, avvocato Gallo, che riguardo a questi temi sia colpevole soprattutto la sua generazione, quella dei 40-50enni? «Mi sembra, mi sembra. Si è dato tutto troppo per scontato. Bisogna andarsi a rileggere i trattati giuridici. Perché i diritti non ti piombano addosso, hanno una storia. E perché il futuro dev`essere libero e sostenibile per quante più persone possibile».


IL DOMANI IN 9 PUNTI

Ecco i 9 punti proposti dall`Associazione Luca Coscioni ai candidati delle ultime elezioni, durante la campagna #tivotosetiimpegni.

1) Rimuovere il divieto di partecipazione per università e aziende italiane ai bandi europei sulle malattie rare.

2) Legalizzare la ricerca sugli embrioni italiani, anche per quanto riguarda la modificazione del genoma con finalità terapeutica.

3) Rimuovere gli ultimi divieti della legge sulla procreazione medicalmente assistita per quanto riguarda i single e regolamentare la gestazione per altri.

4) Legalizzare l`eutanasia e l`assistenza alla morte volontaria per pazienti sottoposti a sofferenze insopportabili da malattie irreversibili.

5) Quanto alla disabilità, imporre a tutti i Comuni l`adozione dei piani per l`eliminazione delle barriere architettoniche e la piena equivalenza in ogni sede della firma digitale con la firma autografa.

6) Sostenere il corretto recepimento della direttiva comunitaria 2010/63/UE in materia di sperimentazione animale adeguando la norma di recepimento di detta direttiva.

7) Superare le proibizioni in materia di piante geneticamente migliorate, avviando la sperimentazione in campo aperto di piante ottenute con modificazioni del genoma.

8) Superare il monopolio pubblico della produzione di cannabis, promuovere studi scientifici e trial clinici sulla cannabis terapeutica e su altre piante e sostanze oggi proibite.

9) Legalizzare la cannabis e depenalizzare uso e possesso delle altre sostanze illecite, sperimentando modalità di legalizzazione controllata e promuovendo la riduzione del danno.