Filantropi, scienziati, politici

Pietro del Re

american scientificLa rivista “Scientific american” ha stilato la lista delle personalità più impegnate per migliorare il futuro. Ci sono medici e ricercatori ma anche Barack Obama, Bill Gates e il sindaco di New York Michael Bloomberg
Tra i tanti benefattori che lavorano alacremente per migliorare il futuro dell’umanità, dieci ci riescono meglio di altri. Sono insegnanti, medici, ricercatori, filantropi e industriali che sognano un mondo nuovo, più verde e più compassionevole, e che per realizzarlo si adoperano con determinazione, sapere e fantasia.

Grazie al loro operato, una fetta sempre più larga di uomini e donne può già beneficiare delle nuove tecnologie e delle ultime scoperte scientifiche, poiché non basta trovare un farmaco miracoloso, bisogna anche produrlo e distribuirlo là dove ce n’è più bisogno. La lista di questi eroi è stata compilata dalla rivista Scientific american: tra loro si contano soprattutto biologi e fisici, ma anche un politico, il presidente Obama, perché la sua “rivoluzione ecologica” è stata così immediata ed eclatante che i suoi effetti si potranno misurare “perfino sulle future generazioni”.
Uno di loro, il pediatra trentottenne Kristian Olson, ha appena fabbricato un’incubatrice per neonati con pezzi di automobile, per far sì che sia possibile ripararla anche nelle regioni più povere. Un altro, Andras Nagy, biologo del Mount Sinai Hospital di Toronto, è riuscito a trasformare cellule mature nell’equivalente di cellule staminali, risolvendo controversie etiche e fornendo alla ricerca uno prezioso materiale a basso costo. Un terzo, Bryan Willson, professore di Ingegneria alla Colorado State University, ha disegnato forni ecologici che consentono alle famiglie più povere dell’India o delle Filippine di cuocere alimenti risparmiando sul carburante e inquinando l’atmosfera molto meno di una volta.

Quanto a Shai Agassi, fondatore dell’azienda “Better place”, grazie alle sue batterie al litio, ha già reso le auto elettriche una realtà. Wafaa El-Sadr, direttrice dell’Infectious Disease Division all’Harlem Hospital Center, si batte invece da anni per contenere la pandemia di Aids nell’Africa sub-Sahariana. In quell’angolo sfortunato del pianeta, questa signora di origini egiziane cerca di impedire che la malattia si trasmetta dalle madri ai figli e di fornire le terapie anti-virali ad almeno un paziente su dieci.
C’è anche un’altra donna tra i dieci prescelti. È l’antropologa Eugenie Scott, che si definisce “la golden retriever di Charles Darwin”, parafrasando Thomas Henry Huxley, il biologo che nell’Ottocento si fece difensore delle teoria dell’evoluzione e che per questo motivo divenne “il bulldog di Darwin”. Il merito della Scott è stato di evitare che il darwinismo fosse tolto dal programma delle scuole statunitensi a favore del cosiddetto “creazionismo”, quella pseudo-scienza che vuole a tutti i costi conciliare biologia, geologia e religione.

Per fronteggiare i disastri provocati dal fumo due giganti hanno unite le loro forze: il creatore della Microsoft Bill Gates e il sindaco di New York e magnate Michael Bloomberg. Per finanziare la loro guerra al tabacco hanno già sborsato 375 milioni di dollari. Soldi che servono a educare i ragazzi nelle scuole sui danni della sigaretta, ad aiutare chi vuole smettere di fumare e a stabilire nuove strategie politiche per contenere il flagello.
Barack Obama, infine. Il presidente è stato inserito tra i dieci facitori di miracoli per aver posto le problematiche legate al cambio del clima al centro della sua agenda politica e per aver nominato alcuni scienziati – come il fisico John Holdren e la biologa marina Jane Lubchenco – a posti chiave della sua amministrazione. Come se non bastasse, lo scorso marzo Obama ha liberato la ricerca sulle cellule staminali e promosso nuove leggi per proteggere il lavoro degli scienziati. Tutto questo, poche settimane dopo aver giurato da presidente.