Eliminare le disuguaglianze nel rispetto dei diritti umani

Francesco Paolo Casavola

bioeticaTra i temi che si vorrebbe entrassero nell’agenda del Parlamento europeo sono in prima linea quelli della bioetica. In preparazione del tempo in cui il Parlamento eserciterà un potere legislativo, sia pure in codecisione con il Consiglio dell’Unione, sarebbe opportuno prendere in esame il diverso stato dei problemi bioetici nei Paesi membri, e dal punto di vista delle legislazioni nazionali e degli interventi dei giudici e degli orientamenti delle opinioni pubbliche, nonché dei comitati per la bioetica che esprimono il pluralismo delle opzioni scientifiche, filosofiche, religiose, in società sempre più caratterizzate dal pluralismo culturale.

Se la rappresentanza parlamentare a Strasburgo ha un compito irrinunciabile, è proprio quello di dimostrare come i partiti politici dei singoli Stati sono in grado di confrontare sullo scenario europeo le analisi elaborate nei luoghi di provenienza e le istanze dei relativi corpi elettorali. E auspicabile che le aspre conflittualità che sui temi bioetici dividono partiti e movimenti si attenuino nella dimensione europea,dovendosi colà ricercare orientamenti condivisibili, in punto di ragionevolezza e non di pregiudizi. Va infatti superato il paradosso che l’universale fondamento dei valori della persona umana e l’altrettanto universale costituzione biologica della sua esistenza ricevano valutazioni e tutele per quante sono le frontiere entro le quali vivono le popolazioni europee. E qui non è il caso di richiamare a discolpa le sovranità degli Stati, dato che in materia l’unico sovrano riconoscibile è l’uomo, come essere vivente e come persona.

La condizione odierna dei cosiddetti cittadini europei costringe gli interessati a migrare dai Paesi in cui vige un divieto di pratiche cliniche ad un Paese dove sono al contrario lecite, così come ricerca scientifica e tecnologica e sperimentazione biomedica vanno dove non è limitata la loro libertà. Solo in una grande camera politica sovranazionale sarà possibile illuminare le pieghe di questa inaccettabile condizione di disuguaglianza, e nel contempo spiegare il grande ventaglio delle questioni bioetiche, non riducibili ai confini, pur acutissimi, dell’inizio e della fine della vita, ma dislocati lungo tutto l’arco della vita,dai minori agli anziani, ai malati mentali e disabili, ai trapiantati, con costante coinvolgimento dei diritti umani fondamentali.