Colmare il divario tra scienza e politica

 

DI GILBERTO CORBELLINI, Professore di Storia della Medicina, Università di Roma “La Sapienza

Il governo politico delle sfide che la specie umana sta affrontando e che si possono prevedere, da quelle più quotidiane e individuali, a quelle che si proiettano verso le future generazioni, non può fare a meno della scienza. Non tanto per le ricadute che la ricerca scientifica libera produce sul piano dei benefici materiali, ma perché la scienza insegna a pensare e decidere meglio su ogni fronte.

E’ incontestabile che i Paesi che investono meno in ricerca scientifica, soprattutto fondamentale, non solo sono più poveri in termini di PIL pro capite, ma presentano tutti gli indicatori correlati alle libertà politiche, civili ed economiche più arretrati. Mentre buona parte dei rappresentanti politici, spesso privi di una solida cultura scientifica, tendono a pensare che siano le legislazioni e le politiche relative all’economia e alla finanza la chiave per generare benessere, è provato che sono il livello di libertà della ricerca scientifica e la qualità dell’istruzione -non solo, ma soprattutto, scientifica- a formare cittadini più capaci di far funzionare il mercato e le istituzioni liberali in modo efficiente ed efficace nel rispondere ai bisogni individuali.

 

Il Congresso Mondiale per la Libertà di Ricerca Scientifica si rivolge a scienziati, accademici e intellettuali affinché intensifichino e migliorino l’istruzione scientifica scolastica, e perché agiscano per sensibilizzare il mondo politico e i mezzi di comunicazione in merito al ruolo che la cultura e l’istruzione scientifica svolgono nella promozione e sviluppo della libertà umana.

Se non si eliminano gli ostacoli ideologici che contrastano la ricerca scientifica, ne conseguono danni e limitazioni anche per la libertà politica e civile; in modo particolare, non è possibile né far nascere, né mantenere efficiente o persino funzionante l’impianto costituzionale di una democrazia liberale.

 

Il proibizionismo imposto allo sviluppo scientifico da diverse istanze culturali, ispirate dal dogmatismo e dall’ideologia, è un minaccia non solo alla libertà della scienza, ma più in generale alla libertà delle persone.  Anche gli eccessi di regolamentazione, ispirati da discussioni etiche connotate da inquinamenti clericali o da manipolazioni emotive, possono compromettere il potenziale liberatorio e innovativo della ricerca.