Cannabis contro il dolore, in Liguria c’è un pool di pionieri

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Il Secolo XIX
Marco Menduni

Genova – In Italia c’è una platea stimata di un milione di pazienti che potrebbero utilizzare la cannabis terapeutica. I dati sono quelli di Pain in Europe, l’associazione degli specialisti nella medicina del dolore: quasi un italiano su quattro (quindici milioni di abitanti) soffre di dolore cronico e più del 60 per cento non trova giovamento nelle terapie tradizionali.

Ma sull’argomento c’è ancora una diffusa disinformazione accompagnata da pregiudizio, i costi dei trattamenti sono elevati e anche tra gli operatori, medici e farmacisti, la pratica della prescrizione medica è ancora rarissima.

Prodotta in Olanda 
L’inflorescenza di cannabis è prodotta da una sola azienda in tutta Europa, la Bedrocan, in Olanda. Il ministero della Salute olandese vende poi il prodotto alle altre nazioni. In Italia il limite di importazione è di 100 chili all’anno. Ma, passaggio dopo passaggio, il costo lievita dai 3 ai 30 euro al grammo per i preparati acquistati in farmacia. Conseguenza: molti consumatori cercano di informarsi su internet (nel magma della rete è però difficile distinguere le notizie attendibili da quelle meno) e finiscono per rivolgersi a importazioni parallele e semi-clandestine, con i rischi che ne conseguono. Curarsi da soli può diventare pericoloso. Morale: ancora oggi, intorno all’argomento, è il caos.

Questa è una storia che nasce in Liguria, a Pietra Ligure, intorno a Marco Bertolotto, direttore della struttura complessa di terapia del dolore e cure palliative dell’Asl2. Bertolotto prescrive la cannabis per la cura del dolore ormai da 5 anni. A giugno il medico incontra tre giovani savonesi, i titolari della Farmalab, una piccola start up di Vado Ligure impegnata nella fornitura di materiali sanitari alle farmacie. «Erano riusciti – racconta Bertolotto – a ottenere dal ministero l’autorizzazione a importare la cannabis dall’Olanda».

Dall’incontro emerge una constatazione: «Pochi in Italia conoscono a fondo la pianta. Le persone malate hanno più conoscenza degli effetti della cannabis sulla loro malattia di quanto ne abbiano i medici: questo è un problema enorme». Nasce così un’associazione, Medical Cannabis. E nasce un sito, medical-cannabis.it , che si ripropone di dare sul tema informazioni accreditate e autorevoli.

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