Suicidio assistito: necessaria la modifica del Codice deontologico. L’Ordine dei medici non sia un tribunale.

Filomena Gallo e Mario Riccio, Associazione Luca Coscioni

Il Consiglio nazionale FNOMCeO ha approvato gli indirizzi applicativi dell’articolo 17 del Codice deontologico medico.

L’indirizzo recita:

La libera scelta del medico di agevolare, sulla base del principio di autodeterminazione dell’individuo, il proposito di suicidio autonomamente e liberamente formatosi da parte di una persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale, affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche intollerabili, che sia pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli (sentenza 242/19 della Corte Costituzionale e relative procedure), va sempre valutata caso per caso e comporta, qualora sussistano tutti gli elementi sopra indicati, la non punibilità del medico da un punto di vista disciplinare.

Dichiarazione di Filomena Gallo, segretario Associazione Luca Coscioni: “Ricordiamo che la sentenza 242/2019 della Corte costituzionale, chiamata a decidere sulla legittimità costituzionale del reato di aiuto al suicidio, prevede la possibilità di aiuto medico al suicidio attraverso il Servizio Sanitario Nazionale con verifica dei requisiti previsti dalla Corte Costituzionale previo parere sul percorso effettuato da parte dei comitati etici territoriali. In nessuna parte della sentenza è riscontrabile un vaglio delle richieste da parte della magistratura né un vaglio preventivo della congruità della certificazione medica da parte dell’Ordine dei Medici. Prevedere l’apertura di fascicoli da parte dell’Ordine ad ogni caso di aiuto medico al suicidio per controllare la documentazione che già i comitati etici territoriali hanno il dovere di controllare, ha come unica conseguenza quella di spaventare i medici e, di fatto, farli desistere dall’aiuto medico al suicidio“. Continua l’avv. Filomena Gallo: “La FNOMCeO deve invece modificare il Codice Deontologico in linea con una sentenza direttamente applicabile emessa dalla Corte Costituzionale che oggi consente ai malati l’accesso a determinate condizioni a diverse scelte di fine vita”.

Dichiarazione di Mario Riccio, medico anestesista di Piergiorgio Welby e consigliere generale Associazione Luca Coscioni: “Un articolo di un codice deontologico che dovrebbe affrontare il tema etico, si risolve con il copia ed incolla di una sentenza della Corte Costituzionale. Quella che poteva essere l’occasione per una seria riflessione complessiva sul tema e sulle moderne finalità della medicina, si riduce ad una norma contraddittoria. Ancora più ambigue le parole del presidente dell’Ordine Anelli quando dice che restano fermi i principi dell’articolo 17 del codice, secondo il quale il medico, anche su richiesta del paziente, non deve effettuare né favorire atti finalizzati a provocarne la morte”.

SE SEI MEDICO O OPERATORE SANITARIO, FIRMA L’APPELLO PER LA MODIFICA DEL CODICE DELL’ORDINE