Relazione al Parlamento Legge 40: nel 2017 sono nati 705 bambini grazie alla Diagnosi preimpianto

Dichiarazione del segretario dell’Associazione Luca Coscioni, avvocato Filomena Gallo sulla Relazione 2019 al Parlamento su Legge 40

Grazie alla Relazione al Parlamento sulla legge 40/04, appena depositata dalla Ministra Giulia Grillo apprendiamo che 13.973 bambini sono nati grazie alle tecniche di procreazione medicalmente assistita nel 2017.

Come si evince a pagina 150, sono ancora troppo poche le regioni in cui vi sono centri che eseguono indagini diagnostiche preimpianto. Attraverso queste tecniche, sono venuti alla luce 705 bambini che non sarebbero mai nati se in loro genitori non avessero avuto la possibilità di eseguire tali tecniche.

Estratto dalla Relazione 2019 al Parlamento su Legge 40

Nel 2017 l’attività di II e III livello riguardante le indagini genetiche preimpianto è stata svolta da 42 centri. Di questi 4 erano pubblici, 8 privati convenzionati e 30 privati. Il totale è stato di 3.133 cicli destinati ad indagini genetiche, di cui 100 (3,2%) eseguite nei centri pubblici, 727 (23,2%) nei centri privati convenzionati e 2.306 (73,6%) in centri privati (Tabella 3.4.46). Il 96,8% delle indagini genetiche è stata effettuata in cicli a fresco.

I centri che hanno effettuato almeno un ciclo di PMA con un’indagine genetica sono distribuiti in tutte le aree del paese, con una concentrazione maggiore nel Centro Italia: solo nel Lazio hanno operato 9 centri, e in Toscana 5 centri.

I 4 centri pubblici erano dislocati tra Lombardia, Toscana, Lazio e Sardegna mentre gli 8 privati convenzionati erano presenti in Toscana (4), Lombardia (2), Piemonte (1) e Friuli Venezia Giulia (1). I nati vivi sono stati 691 da cicli a fresco e +14 da cicli da scongelato.

Molto spesso è il limite economico a fare da deterrente: ad esempio in Toscana il ticket per la prestazione è di 38 euro, ma per i residenti nel Lazio che vogliono recarsi in Toscana, la prestazione non è rimborsata. Sono molte le coppie che, in questi giorni, segnalano il problema e ciò non esclude la necessità di far valere questo diritto attraverso le azioni nei tribunali. La sanità regionale si fa carico di una prestazione che i Lea nazionali non includono.

Questa situazione è stata determinata dall’aggiornamento dei LEA voluto, nel 2017, dall’allora Ministra della Salute, Beatrice Lorenzin. Per la prima volta, la fecondazione assistita veniva posta a carico del Servizio Sanitario Nazionale, pur escludendo la diagnosi preimpianto. Ad oggi, per questa tecnica, non sono state determinate le tariffe.

La Relazione al Parlamento, riprende inoltre l’atipica omissione dei dati sugli embrioni non idonei per una gravidanza. Dati che, lo scorso anno, la Ministra Giulia Grillo aveva divulgato. Chiediamo, quindi, di fare altrettanto anche per quest’anno, comunicando il numero degli embrioni n on idonei per una gravidanza attualmente crioconservati. In conclusione, chiediamo al ministro Grillo di inserire la diagnosi preimipianto nei LEA.

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