Processo Cappato, Gallo: “Possibile precedente giurisprudenziale importante”

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Filomena Gallo: “Possibile determinazione di un precedente giurisprudenziale importante”

Il 14 Febbraio possibile sentenza di portata storica per il fine vita in Italia. L’obiettivo è modificare i divieti del codice penale, affinchè venga finalmente approvata una normativa sul fine vita.

1. Cappato: “No ad assoluzione per aiuto irrilevante. Altro sarebbe per incostituzionalità del reato

1. Gallo (Ass.Coscioni): “Possibile determinazione di un precedente giurisprudenziale importante

SCHEDA – SCENARI E OBIETTIVI

Piuttosto che essere assolto per un aiuto giudicato irrilevante, mentre è stato determinante, preferirei essere condannato. Altro sarebbe essere assolto per incostituzionalità del reato. Perché altrimenti si accetterebbe che solo chi è in grado di raggiungere la Svizzera può essere libero di scegliere. (Marco Cappato, leader Associazione Luca Coscioni, dichiarazione resa nelle conclusioni del 17 gennaio 2018)

“La disobbedienza civile di Marco Cappato, ha fatto emergere situazioni di vita che riguardano tutti – dichiarazione di Filomena Gallo, Segretario Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica -. La Corte Di Assise di Milano, per la prima volta in Italia deve decidere se l’aiuto fornito da Marco Cappato a Dj Fabo configura un reato ai sensi dell’art. 580 cp, oppure no. Questa decisione determinerà un precedente giurisprudenziale importante in assenza di una Legge, per tutte le persone che nelle condizioni di Fabiano desiderano accedere al suicidio assistito e non vogliono giuridicamente coinvolgere i propri cari o altri che potrebbero aiutarli in questo percorso che li porterà in Svizzera”.

IL FATTO

Fabiano Antoniani, conosciuto da tutti come Dj Fabo, reso paraplegico e cieco da un incidente d’auto nel 2014, si è rivolto ad Associazione Luca Coscioni – la realtà che si batte per la tutela delle libertà civili per chiedere informazioni circa le soluzioni sul fine vita in Italia e all’estero.  

Dopo aver valutato le soluzioni proposte da Marco Cappato, leader dell’Associazione, Antoniani, nel gennaio 2017, gli ha chiesto di aiutarlo a raggiungere la Svizzera, dove ha ottenuto, il 27 febbraio 2017 l’eutanasia per mezzo del cosiddetto suicidio assistito. 

PERCHÉ MARCO CAPPATO È SOTTO PROCESSO?

Marco Cappato è stato rinviato a giudizio perché, consapevole del divieto per la legge italiana, anche del solo aiuto al trasporto in Svizzera del malato che ne faccia richiesta, si è autodenunciato al ritorno in Italia mettendo in pratica una disobbedienza civile avviata con la associazione Sos Eutanasia soccorso civile, insieme a Mina Welby e Gustavo Fraticelli. 

QUAL È L’OBIETTIVO DELLA DISOBBEDIENZA CIVILE?

È quello di modificare i divieti del codice penale in Italia affinché venga finalmente approvata una normativa sul fine vita – conquistata in parte attraverso il riconoscimento delle garanzie costituzionali sull’autodeterminazione dell’individuo nella sfera sanitaria grazie all’attivazione della giurisdizione nei casi Welby ed Englaro e da ultimo con la legge sul testamento biologico – a partire dalla modifica dell’art. 580 del nostro codice penale.

ORA COSA SUCCEDE?

La Corte di Assise ha fissato per il 14 febbraio 2018 l’udienza in cui emetterà la sentenza. I Pubblici Ministeri e gli avvocati della difesa hanno depositato le proprie memorie proponendo, in via subordinata alla richiesta principale di assoluzione, una questione di legittimità costituzionale relativa all’articolo 580 del codice penale.

La Corte d’Assise di Milano potrà:

  • Emettere sentenza di condanna perchè la Corte riterrà la condotta di Marco Cappato rientrate nella fattispecie di cui all’art. 580 sia per l’istigazione che per la agevolazione o anche per una sola delle ipotesi, escludendo l’istigazione e condannando Marco Cappato per la agevolazione.
  • ACCOGLIERE LA QUESTIONE DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DELLA NORMA, INTERROMPENDO IL PROCESSO E INVIANDO LA QUESTIONE ALLA CORTE COSTITUZIONALE

Questa soluzione rappresenterebbe un’occasione senza precedenti per superare un reato introdotto nell’epoca fascista e per le persone capaci di intendere, affette da patologie irreversibile con sofferenze ottenere legalmente l’assistenza per morire senza soffrire anche in Italia, senza bisogno di dover andare in Svizzera.

  • NON ACCOGLIERE LA QUESTIONE E DECIDERE DI EMETTERE LA SENTENZA IN QUELLA DATA PRONUNCIANDO PUBBLICAMENTE IL DISPOSITIVO.

L’alternativa alla condanna è una SENTENZA DI ASSOLUZIONE ed in questo caso potrebbe farlo sia per l’interruzione del nesso causale aderendo all’interpretazione restrittiva della norma sia perchè ritiene di dover interpretare i fatti compiuti in situazioni specifiche (malato irreversibile e con sofferenze – Fabiano) come costituzionalmente orientati.

ASSOLUZIONE PER NON AVER COMMESSO IL FATTO – Rappresenterebbe un precedente positivo per quelle persone malate che chiedono ad amici e familiari aiuto per andare all’estero a ottenere assistenza per morire senza soffrire.

ASSOLUZIONE PERCHE’ IL FATTO NON COSTITUISCE REATO –Rappresenterebbe una SENTENZA STORICA, che andrebbe a creare un precedente giurisprudenziale perché aprirebbe la strada all’assistenza medica a una morte volontaria senza sofferenze anche nel nostro Paese, senza bisogno di dover andare in Svizzera.”

Ma per avere regole certe, senza bisogno di passare dai tribunali, bisognerà battersi affinché il prossimo Parlamento discuta immediatamente la proposta di legge di iniziativa popolare per l’Eutanasia legale depositata 4 anni e mezzo fa da 67.000 cittadini.