Nessuna attività di manipolazione di ricerche può essere considerata lecita

L’Associazione Luca Coscioni sull’esito del procedimento giudiziario sulle manipolazioni dei risultati delle sperimentazioni in oncologia.

Relativamente all’esito del procedimento giudiziario sulle manipolazioni dei risultati delle sperimentazioni in campo oncologico effettuate presso l’Istituto Nazionale dei Tumori, l’Istituto Europeo di Oncologia, l’Istituto FIRC di Oncologia Molecolare e l’Istituto Humanitas dal 2001 in poi, l’Associazione Luca Coscioni ritiene indispensabile chiarire che nessuna attività di manipolazione di ricerche può essere considerata lecita o ammissibile da nessun punto di vista, giuridico o scientifico.

È dunque di fondamentale importanza che l’esito del procedimento – che certamente ha dovuto tenere conto di un insieme di fattori e valutazioni che non è nostro compito giudicare nel merito – non sia in alcun modo utilizzato d’ora in poi come precedente per di fatto ammettere o giustificare pratiche che, se tollerate, minerebbero alla base la credibilità stessa del metodo scientifico, proprio in un momento nel quale tale metodo è di vitale importanza per la società e per la stessa democrazia liberale.

Ci appelliamo anche al legislatore per valutare le conseguenze dell’assenza di uno specifico reato di frode scientifica. O si chiarisce come la frode scientifica possa essere punita all’interno dell’attuale quadro legislativo, oppure diventa indispensabile introdurre uno specifico reato con una sua specifica sanzione, da applicare in base all’entità e alla gravità della manipolazione – commentano i rappresentanti dell’Associazione Luca Coscioni – La maggiore o minore diffusione di tale pratica o il maggiore o minore sostegno da parte della comunità scientifica agli autori accertati di tali comportamenti, anche deontologicamente inaccettabili, possono tutt’al più rilevare ai fini della determinazione della pena, ma non possono e non devono rappresentare in alcun modo una esimente nel momento in cui sono in gioco gli interessi dei cittadini nonché gli standard della ricerca e della collettività scientifica“.