Lettera al Presidente del Consiglio Mario Monti e al Ministro della Salute Renato Balduzzi

Roma, 26 ottobre

 

Signor Presidente, Signor Ministro

desideriamo richiamare la Vostra attenzione, e proporre alcune soluzioni, sui problemi gravi e urgenti che caratterizzano il settore della disabilità e della non autosufficienza nel nostro Paese, e che hanno portato ad oggi 70 malati a intraprendere da 6 giorni uno sciopero della fame.

L’Italia, pur presentando valori fra i migliori nel mondo relativamente alle principali grandezze di salute (aspettativa di vita, mortalità,…) della popolazione nel suo complesso, presenta carenze evidenti all’interno del proprio sistema di sanità e di salute. Oltre a macroscopiche disomogeneità geografiche sul livello dei servizi disponibili, colpiscono le lacune di alcuni settori specifici, primo fra tutti quello delle persone disabili e non autosufficienti.

Tale settore già oggi riguarda alcuni milioni di cittadini e presenta una crescita progressiva facilmente prevedibile (e prevista) dalle dinamiche demografiche e di invecchiamento della popolazione, che vedono il nostro Paese al primo posto in Europa e fra i primi al mondo.

A questo indubbio successo di quantità di vita guadagnata si accompagnano però purtroppo problemi di organizzazione sanitaria e di assistenza per la parte più fragile e debole della popolazione: i cittadini con disabilità e non autosufficienza (fisica o cognitiva), caratterizzanti spesso, ma non sempre, gli ultimi anni/decenni della vita.

Mentre alcuni Paesi, comparabili con il nostro per sviluppo e organizzazione sociale, hanno assunto da decenni specifiche soluzioni organizzative (si pensi ai programmi assicurativi obbligatori di Long Term Care di Germania e Giappone, ad esempio) e altri destinano finanziamenti consistenti programmando incrementi decisi e sostenuti dei servizi di assistenza domiciliare e residenziale, in Italia l’attenzione è stata episodica, lasciando i cittadini e le loro famiglie soli, emarginati, disinformati e con pochi interventi finanziari disponibili.

Corporazioni, gruppi organizzati, associazioni di categorie varie hanno invece ricevuto sempre attenzioni, finanziamenti se non veri privilegi in base alla loro forza contrattuale (o presunta tale) stimata principalmente in termini di consenso elettorale o di vicinanza a quello o quell’altro gruppo politico/partitico. Tramite azioni di lobbying (o di ricatto?) , manifestazioni, slogan, iniziative mediatiche o occupando, salendo su ciminiere, scendendo sotto terra tutti, a turno, hanno ottenuto l’ottenibile.

Solo i malati, i disabili, chi non può più disporre di movimento, parola o altro, chi può solo occupare il proprio letto o a volte addirittura solo il proprio corpo, solo costoro sono stati ignorati con il silenzio o con l’assenza di decisioni.

L’Associazione Luca Coscioni da anni si batte per i loro diritti e per il dovere da parte delle istituzioni di garantire condizioni di vita accettabili, possibili e degne di un Paese sviluppato come l’Italia.

Così abbiamo ottenuto nel 2007 stanziamenti per i comunicatori di nuova generazione per coloro che hanno perso, a causa di malattie degenerative, l’uso della parola , ma non siamo riusciti ad ottenere il rinnovo del Nomenclatore, che da 13 anni è illegalmente scaduto e i cui contenuti (anche tecnologici) risalgono agli anni ’90 dello scorso secolo.

Il Fondo per la Non Autosufficienza, fissato in 100 milioni nel 2007 (300 nel 2008, 400 nel 2009 e nel 2010) che già non era proporzionato alle effettive esigenze dei milioni di non autosufficienti è stato azzerato a partire dal 2011.

Il più recente stanziamento previsto dall’art. 23, comma 8, della legge n. 95 del 2012 (“spending review”) è destinato ad una pluralità di settori eterogenei ed anche all’assistenza domiciliare e a soggetti con malattie altamente invalidanti, ma senza alcuna specificazione quantitativa e con rinvii a successivi decreti.

Insomma, a parte alcuni finanziamenti limitati nel tempo e ormai azzerati o finanziamenti assieme ad altri settori con potere contrattuale maggiore, è palese la carenza di una politica trasparente e dichiarata a tutela dei cittadini disabili e non autosufficienti.

In questa situazione, così come in passato Luca Coscioni, l’Associazione che porta il suo nome, esponenti e parlamentari radicali in più occasione si sono adoperati affinché venisse garantita a tutti la giusta assistenza: azioni parlamentari, scioperi della fame, mobilitazioni pubbliche.

In questa situazione, non si può ignorare il fatto che ci sia un gruppo di persone, affette da gravi patologie, che ha deciso di mettere in gioco il proprio corpo con uno sciopero della fame per cercare quelle risposte che sinora la politica e le istituzioni non sono state in grado o non hanno voluto dare.

A chi se non ad un governo “tecnico” va richiesto il rispetto dei diritti di vita e di salute dei cittadini più fragili, se i governi “politici” sono stati assenti?

Le richieste dell’Associazione Luca Coscioni al Ministero e al Governo sono dunque le seguenti:

– ripristino del Fondo per la Non Autosufficienza

– emanazione urgente dei decreti governativi in materia di finalizzazione dello stanziamento di cui all’art. 23, comma 8, della legge n.95 del 6 luglio 2012, così come richiesto dai cittadini malati che stanno portando avanti una iniziativa non violenta

– pubblicazione immediata delle somme impiegate negli anni precedenti del Fondo per la Non Autosufficienza, sulle quali è stato trattenuto dal Ministero 1 milione di euro l’anno al fine di “verificare l’efficace gestione delle risorse nonché la loro destinazione” (art. 1 Decreto ministeriale 6 agosto 2008)

– approvazione immediata dell’aggiornamento del Nomenclatore, senza aspettare i termini dell’ennesimo rinvio

– assunzione di una politica chiara e trasparente sulla disabilità e la non autosufficienza con finanziamenti proporzionati alle esigenze dei malati e reperiti anche dallo spostamento di risorse dalla cura delle acuzie a quella della cronicità, come palesemente necessario dall’osservazione di tutti i dati sullo stato di salute dei cittadini, da quelli demografici e dai maggiori centri studi.

 

Dal corpo dei malati al cuore della politica” è lo slogan/programma della Associazione Luca Coscioni e noi crediamo che Voi abbiate ora una straordinaria occasione di tradurre in decisioni di Governo ciò che i malati, i disabili e i non autosufficienti con e dal loro corpo richiedono, oggi più che mai con il loro sciopero della fame; l’uso di decreti, fiducie, strumenti decisionali urgenti di ogni tipo possono essere a volte discutibili ma, credo, mai come in questa occasione apparirebbero necessari e appropriati a tutti i cittadini.

 

Cordiali saluti,


Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni

Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni

Marcello Crivellini, Membro di Direzione dell’Associazione Luca Coscioni