Giornata Mondiale Cannabis: dalla video testimonianza di Davide alla “semina proibita”

Soldo e Cappato in Semina Proibita (Ph. Repubblica)

In occasione della Giornata Mondiale della Marijuana a Milano si è svolta la “semina proibita” pubblica di semi di cannabis, un’azione di disobbedienza civile promossa da Associazione Luca Coscioni, Comitato Legalizziamo!, Radicali Italiani e Associazione Enzo Tortora. Di seguito anche la videotestimonianza di Davide Trentini prima del suicidio assistito in Svizzera.

Sono Davide Trentini, sono qui in Svizzera per porre fine a tutti miei dolori. Sono malato di sclerosi multipla, ho provato di tutto, niente è riuscito a far niente. Riesco a star meglio solo perché la Regione Toscana da circa due anni mi dà la marijuana che mi fa sparire completamente gli spasmi”.

Come Associazione Luca Coscioni pubblichiamo oggi, in occasione della Giornata Mondiale della Cannabis, la preziosa testimonianza rilasciata da Davide Trentini prima di ricorrere al suicidio assistito in Svizzera, a supporto della battaglia per la Legalizzazione della Cannabis.

Insieme ad altre realtà, infatti, da tempo ALC conduce una battaglia politica affinchè il libero accesso ai farmaci cannabinoidi sia reso effettivo – sia attraverso un accesso immediato e gratuito ai farmaci, sia attraverso la regolamentazione dell’ “auto-coltivazione”.

Proprio oggi, in occasione della “Four-twenty, Giornata mondiale della cannabis“, in Piazzale Duca D’Aosta a Milano si è tenuta una SEMINA PROIBITApubblica, promossa da Associazione Luca Coscioni insieme a Legalizziamo, Radicali italiani, Associazione Enzo Tortora – Radicali Milano.

Vi hanno preso parte Marco Cappato, Tesoriere Associazione Luca Coscioni; Antonella Soldo, Presidente di Radicali italiani; Barbara Bonvicini, Segretaria dell’associazione Enzo Tortora – Radicali Milano. L’azione in particolare ha previsto la distribuzione ai cittadini (con istigazione alla coltivazione) di semi di cannabis, la semina pubblica e la possibilità di iscriversi al “Radical cannabis club”. I promotori dichiarano:

L’azione è rivolta sia al Parlamento italiano – che continua a tenere bloccato l’esame della legge per regolamentare la cannabis e persino, da oltre 8 mesi, il conteggio delle firme sulla proposta di iniziativa popolare di “Legalizziamo!” – che al Consiglio regionale della Lombardia – che rifiuta di prendere in esame la proposta di legge di iniziativa popolare regionale sulla cannabis terapeutica.”

Cappato ha aggiunto: La Digos ha fatto correttamente il suo dovere. Ci scusiamo per avere occupato per un’ora le forze dell’ordine, ma il nostro obiettivo è di liberarli in futuro da un inutile carico perché si occupino di reprimere i veri crimini che danneggiano i cittadini. Siamo nelle ultime settimane utili perché il Parlamento riprenda la discussione della legge sulla cannabis, altrimenti dovremo attendere altri due o tre anni per farlo, essendo vicina la fine della legislatura. Non pretendiamo che il Parlamento sia d’accordo al 100% con noi, ma pretendiamo un’assunzione di responsabilità“.