La polemica sui consultori è strumentale. Su aborto e contraccezione, 30 richieste di informazioni al giorno

Lo dichiarano il Segretario Filomena Gallo ed il Vice Segretario Mirella Parachini.

Intanto, sul tema dell’aborto e della contraccezione di emergenza, CitBot, l’intelligenza artificiale dell’Associazione Luca Coscioni per le libertà civili, fa registrare almeno 30 domande al giorno. Le visite nell’apposita sezione del sito dell’Associazione superano le 700 visualizzazioni al giorno.

“La polemica che si legge su alcuni quotidiani come Avvenire circa il ruolo dei consultori nella nuova Circolare del Ministero della Salute in riferimento alla RU486 è meramente strumentale, poiché  la legge 194 assegna ai consultori un ruolo che risulta rispettato dalla circolare poiché, ove siano adeguatamente attrezzati, e funzionalmente collegati ad un ospedale e autorizzati dalle Regioni, potranno somministrare il farmaco per l’IVG farmacologica rispettando tutte le fasi previste dalla legge” dichiarano Filomena Gallo e Mirella Parachini, Segretario e Vice Segretario dell’Associazione Luca Coscioni.

“Chiediamo alle Regioni di rendere applicabili le nuove linee di indirizzo in tutto il Paese, per eliminare differenze e disuguaglianze nelle varie regioni e puntare sulla formazione del personale e sull’adeguamento delle strutture come previsto dalla legge 194 del 1978. In particolare chiediamo che vengano resi noti “i programmi annuali d’aggiornamento e di informazione sulla legislazione statale e regionale, e sui servizi sociali, sanitari e assistenziali esistenti nel territorio regionale” previsti dall’articolo 15 della norma citata. Richiesta, la nostra, finalizzata all’obiettivo che si realizzi ovunque una reale integrazione tra strutture territoriali e ospedaliere.

In questo momento occorre offrire una corretta informazione in materia di tutela della salute della donna. Evidenza emersa analizzando i dati relativi a due importanti servizi offerti dall’associazione attiva a livello internazionale a tutela del diritto alla scienza e alla salute.

➡ La sete di conoscenza su aborto e contraccezione d’emergenza

Su CitBot, l’intelligenza artificiale gratuitamente disponibile 24/7 sul sito dell’associazione Luca Coscioni e che risponde su diversi temi tra cui l’Aborto e contraccezione d’emergenza è stato oggetto nell’ultimo anno di circa 10.000 domande, 200 solo nel mese di agosto sull’aborto farmacologico e le nuove linee guida relative alla IVG farmacologica (Ru486), soprattutto in seguito alla recente revisione delle “Linee di indirizzo sulla interruzione volontaria di gravidanza con mifepristone e prostaglandine”. Più in generale le altre riguardano informazioni su dove e come abortire o informazioni sulla pillola del giorno o dei cinque giorni dopo.

La ricerca di informazioni è confermata anche dai dati relativi al sito dell’Associazione Luca Coscioni. In totale, dal 1° febbraio 2020, le pagine della sezione Aborto e contraccezione hanno avuto oltre 150.000 visualizzazioni, circa 700 giornaliere.

➡ La Legge 194 e le procedure da seguire

In Italia dal 1978, è in vigore una legge, la legge 194, che prevede che la donna possa richiedere l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) entro i primi 90 giorni di gestazione per motivi di salute, anche in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento.

La  legge descrive con chiarezza le procedure da seguire: esame delle possibili soluzioni; aiuto alla rimozione delle cause che porterebbero alla IVG; certificazione medica;invito a soprassedere per sette giorni; i termini entro cui è possibile interrompere una gravidanza. Esistono due procedure per eseguire una IVG: quella chirurgica e quella cosiddetta farmacologica (aborto medico nella letteratura scientifica), introdotta da decenni nei paesi in cui l’aborto è legale, e solo da 10 anni nel nostro paese.

 La  recente revisione delle “Linee di indirizzo sulla interruzione volontaria di gravidanza con mifepristone e prostaglandine” rappresenta un aggiornamento, come previsto dalla stessa legge all’articolo 15, che prevede anche l’obbligo della formazione “sull’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione della gravidanza.”

A tale scopo sono state emanate le recenti linee di indirizzo, con l’ampliamento della possibilità di ricorrere alla procedura farmacologica, che effettivamente rientra tra le tecniche più moderne di IVG, confermando lo spirito della legge 194, che pone al centro la tutela della salute della donna così come da giurisprudenza costituzionale (sentenza 27/78). In questa direzione la Circolare del 12.08.2020 aggiorna sia il tempo entro cui è possibile assumere il primo farmaco per l’ IVG farmacologica – mifepristone o RU486- e il tempo di permanenza nella struttura adeguatamente attrezzata e autorizzata a somministrare la RU486, alla luce delle evidenze scientifiche nazionali ed internazionali prevedendo testualmente che :

  •  fino a 63 giorni pari a 9 settimane compiute di età gestazionale;
  • presso strutture ambulatoriali pubbliche adeguatamente attrezzate, funzionalmente collegate all’ospedale ed autorizzate dalla Regione, nonché consultori, oppure day hospital.