“Firenze Radicale” chiede la cittadinanza onoraria per Mina Welby e una strada per Piergiorgio

Mina Welby circondata dai giornalisti

Mina Schett, nata a San Candido (Bz) nel 1937, nel 1973 conosce Piergiorgio Welby, già malato di distrofia muscolare e nel 1980, dopo 7 anni di convivenza, lo convince a sposarla, nonostante la sua iniziale ritrosia. Iscritta a Radicali Italiani dal 2003, ha condiviso, affiancato e supportato la battaglia di Piergiorgio, diventata un caso giuridico-politico internazionale.

Piergiorgio Welby, romano classe 1945, attivo sulla rete dal 2002 con un forum sull’eutanasia, è saltato agli onori della cronaca con numerosi scritti sul tema per l’Associazione Luca Coscioni. Il 20 dicembre 2006 Piergiorgio Welby chiede al Dott. Mario Riccio il distacco del respiratore che lo tiene in “vita” ed il successivo procedimento in sede penale si conclude con sentenza di non luogo a procedere per il medico: è proprio dopo la morte di Welby che si apre la fase cruciale relativa al riconoscimento del diritto in questione.

Anche dopo la morte del marito, Mina non smette di lottare per il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione dell’individuo. In qualità di co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni, ha continuato a dedicare la sua vita alle battaglie radicali per il rispetto della volontà del malato ed il rifiuto di accanimento terapeutico, fino alla sì del Parlamento alla Legge sul Testamento Biologico il 14 Dicembre 2018.

Oggi, nonostante la vittoria sul Biotestamento, continua a viaggiare per l’italia in lungo e in largo, con la determinazione della sua esperienza di vita e l’entusiasmo di una giovane ragazza, partecipando ad ogni occasione per testimoniare l’importanza dell’autodeterminazione della persona, le scelte di vita e fine vita, impegnandosi in prima persona in nuovi campi di azione quali l’assistenza adeguata alla persona malata e la vita dignitosa della persona disabile.

Mina Welby, testimonianza gentile di una vita spesa per gli altri, per i primi e gli ultimi, per la promozione dei diritti civili e delle libertà, ha contribuito a far sì che questo Paese potesse migliorare e migliorarsi. E’ un esempio della Politica più alta, quella dell’abnegazione sociale portata avanti con fermezza, correttezza e passione.

Perché, quindi, un riconoscimento da parte di Firenze?

Durante la recente campagna elettorale che l’ha vista candidata in Toscana, la sua figura è stata accolta con eccezionale calore umano dovunque è andata a portare il suo messaggio, specialmente a Firenze.

Se il Granducato di Toscana può vantare il primato di essere stato il primo Stato al mondo ad abolire legalmente la pena di morte il 30 novembre 1786 -un passo da gigante nell’evoluzione dei diritti civili- Firenze negli anni ha dimostrato, anche recentemente, grande sensibilità sul tema.

Tante sono le testimonianze del capoluogo toscano a favore dello sviluppo dei diritti umani: ha ospitato installazioni come quelle di Ai Wewei e  la mostra fotografica su Martin Luther King, importanti convegni e, solo lo scorso dicembre, il XXI Meeting dei diritti umani.

Pensiamo che il riconoscimento in vita di Mina Welby con la concessione della cittadinanza onoraria ed il ricordo di Piergiorgio Welby con l’intitolazione di una strada siano un importante gesto che entra a pieno titolo nel solco dei valori di quell’Umanesimo di cui Firenze non solo è stata culla, ma che continua ad essere portatrice nel presente e che vogliamo continui ad essere in futuro.

Desideria Mini – Presidente della Cellula Coscioni Firenze

Mike Ballini – segretario dell’Associazione Firenze Radicale per gli Stati Uniti d’Europa

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.