Gallo: “Auspichiamo prevarrà la certezza del diritto, aldilà delle posizioni interpretative”

Dj Fabo

 

Dichiarazione Filomena Gallo, avvocato, segretario Associazione Luca Coscioni

Duole apprendere della mancata presa in considerazione da parte del Giudice delle Indagini Preliminari del dubbio di costituzionalità evidenziato dai PM milanesi e dalla difesa in riferimento all’ art. 580 cp.

I PM milanesi avevano evidenziato l’irrazionalità palese della norma scritta in epoca fascista che non tiene conto della Carta costituzionale e del diritto internazionale e non prevede cause di esclusione della punibilità e dunque l’irrilevanza penale dell’agevolazione al suicidio assistito per persone nello stato di Fabiano.

Oggi ci troviamo inoltre dinanzi ad un legislatore che pare ignorare un dato reale di persone malate che per esercitare una propria libertà di autodeterminazione sono costrette a rivolgersi a strutture in Svizzera. Inoltre l’aiuto materiale richiesto, a familiari o persone vicine, e necessario all’esercizio di tale libertà e in Italia è punito con una pena fino a 12 anni di carcere, come nel caso di Marco Cappato che ora dovrà affrontare un giudizio.

L’ordinanza conferma dunque che la fattispecie di “istigazione o aiuto al suicidio” oggi trova piena applicazione anche in situazioni come quella di Fabiano nonostante riconosca di fatto il suo “pieno ed irremovibile proposito” di porre fine alla sua vita.

Il GIP ordina al Pubblico Ministero “di formulare nel termine di 10 giorni l’imputazione per reato di cui all’art. 580 cp nei confronti di Marco Cappato, per avere rafforzato il proposito suicidario di Fabiano(detto Fabo) prospettandogli la possibilità, in alternativa alla terapia sedativa  prodotta in Italia, di ottenere assistenza al suicidio presso Dignitas….( )facendo pervenire presso la loro abitazione il materiale informativo  e infine per avere agevolato il suicidio di Antoniani trasportandolo fisicamente presso la Dignitas il giorno precedente al suicidio”.

Anche questa volta, come nel caso Welby, si confrontano, all’interno della magistratura, due posizioni, l’una che interpreta i valori costituzionali ed europei in senso progressista e l’altro in senso conservatore.

Auspichiamo che, nel prosieguo del giudizio, la certezza del diritto, al di là delle posizioni interpretative, possa prevalere, come appunto è avvenuto nel caso Welby.