Fecondazione: giuristi lanciano con l’Associazione Coscioni manifesto per la difesa della sentenza costituzionale

manif_giuristi.jpg
Ass. Coscioni

Fecondazione: giuristi lanciano con l’Associazione Coscioni manifesto per la difesa della sentenza costituzionale

 

Comunicato stampa dell’Associazione Luca Coscioni, soggetto costituente il Partito radicale

 

Roma 24 luglio

 

“La sentenza n. 162 emanata dalla Corte Costituzionale lo scorso 9 aprile è immediatamente applicabile e che da ciò deriva la simultanea ripresa nei centri italiani della tecnica di fecondazione eterologa”.

Questa la sintesi del manifesto/appello sottoscritto insieme all’Associazione Luca Coscioni  da molti giuristi italiani che chiedono il rispetto della sentenza della Consulta che ha cancellato il divieto di fecondazione eterologa lo scorso aprile, da cui deriva la ripresa immediata Della tecnica nei centri pubblici e privati italiani. Primo firmatario il giurista Stefano Rodotà insieme a Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni. Con loro Gianni Baldini, Docente Biodiritto Università di Firenze, Andrea Pugiotto, Ordinario di Diritto costituzionale, Università di Ferrara, Paolo Veronesi, Professore associato di Diritto Costituzionale, Università di Ferrara,  Carlo Casonato, Ordinario di diritto costituzionale comparato, Università di Trento, Amedeo Santosuosso, Presidente del Centro di Ricerca Interdipartimentale European Centre for Law, Science and New Technologies (ECLT) dell’Università di Pavia, Giuditta Brunelli, Ordinario di Istituzioni di Diritto pubblico, Università di Ferrara, Roberto Toniatti, professore ordinario di diritto costituzionale comparato Università di Trento, Angelo Calandrini, Avvocato, Francesca Re, Avvocato, Barbara Pezzini, Ordinaria di diritto costituzionale, Università di Bergamo, Nello Papandrea, avvocato.  

 

[MANIFESTO ED ELENCO COMPLETO DOVE SI PUO’ FIRMARE]

 

I giuristi, insieme all’associazione radicale Luca Coscioni, rispondendo a tre questioni fondamentali :

1)      Perché il divieto di fecondazione eterologa è incostituzionale?

2)      Perché la sentenza non crea vuoto normativo?

3)      Perché, nonostante la sentenza, permangono le tutele dei donatori, delle coppie riceventi e dei nati?

 

chiariscono che non c’è nessun impedimento per non rispettare pienamente quanto sancito dalla sentenza. E che quindi non occorre nessun intervento governativo o parlamentare per attuarla o colmarla in qualche ipotetico vuoto di norma.

 

Ogni ritardo rispetto alla ripresa dell’attuazione delle tecnica eterologa sarebbe solo pretestuoso: ciò emerge dalle conclusioni del Manifestano laddove scrivono:

“Non essendovi ostacoli quindi dovuti ad assenza di norme specifiche per il ripristino della tecnica con donazione di gameti, i centri di Procreazione Medicalmente Assistita potranno immediatamente riprendere l’applicazione delle tecniche eterologhe. Tutto ciò a conferma che sotto i profili scientifici, le normative recepite sulla tracciabilità e sicurezza di cellule e gameti (2004/23/CE e ss- DLGS 191 e ss) colmano pienamente la parte tecnica per l’applicazione di tecniche con donazione di gameti.  In relazione al numero delle donazioni è, poi, possibile un aggiornamento delle Linee guida, eventualmente anche alla luce delle discipline stabilite in altri Paesi europei (quali, ad esempio, la Francia e il Regno Unito), ma tenendo conto dell’esigenza di consentirle entro un limite ragionevolmente ridotto”.

 

Dichiara Filomena Gallo: ” Oggi questo Manifesto ha l’intento di chiarire la straordinaria portata della sentenza 162/14 della Corte Costituzionale che, cancellando il divieto di applicazione di tecniche  con donazione di gameti, non ha creato vuoto normativo. In Italia oggi si può applicare la fecondazione assistita con gameti donati : questo deve essere chiaro.  Con l’Associazione Luca Coscioni il prossimo 19-20-21 settembre  organizziamo a Roma l’XI Congresso dell’Associazione Luca Coscioni dove ci riuniremo nuovamente con giuristi, pazienti e scienziati per vigilare sul rispetto delle libertà civili in Italia e proporre nuove iniziative per aumentare maggiormente lo spazio di autodeterminazione dei cittadini, messo sempre a rischio da Governi e Parlamenti che non discutono di libertà civili e trascurano la ricerca scientifica”.