Tutta l’Associazione Luca Coscioni, nel manifestare la propria vicinanza alla famiglia, si unisce al cordoglio nazionale per la morte di Emma Bonino, una leader e militante politica che ha dedicato la propria vita a difendere, affermare e conquistare diritti.
È anche grazie a lei e a Marco Pannella se in Italia e a livello internazionale sono state portate a termine riforme di libertà personali e il rispetto dei diritti umani assumendosi la responsabilità di violare apertamente norme ritenute ingiuste e contrarie alle libertà individuali.
Emma Bonino capì fin da subito la portata radicale delle proposte che fecero avvicinare Luca Coscioni al movimento radicale, lotte a favore della libertà di ricerca scientifica per poter consentire cure innovative, come quelle rese possibili dalle cellule staminali embrionali, che si sovrapponevano a quelle per la laicità dello Stato.
Dalla campagna referendaria per cancellare la legge 40 contro la procreazione medicalmente assistita e la ricerca sulle blastocisti fino alle azioni per la legalizzazione dell’eutanasia, Emma Bonino ha preso parte, prima con Luca Coscioni e successivamente come Ministra e Senatrice, alle proposte dell’Associazione – partecipando a riunioni, seminari, consigli generali e congressi fino a portare aventi un lungo sciopero della sete contro il boicottaggio di Luca Coscioni da parte dei media in occasione delle elezioni politiche in cui era candidato.
Emma Bonino lascia mezzo secolo di scelte, spesso scomode, che costituiscono un patrimonio di militanza prima ancora che di successi politici e personali. Obiettivi raggiunti con campagne ideate e portate avanti grazie alle idee e alla forza della politica militante, nonviolenta radicale di persone come Marco Pannella e Gianfranco Spadaccia, anch’essi sempre attenti e presenti a quanto elaborato, proposto e portato avanti dall’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica e l’autodeterminazione personale.
Filomena Gallo, avvocata e Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, è intervenuta ai funerali di Stato di Emma Bonino su invito della famiglia. Nel suo saluto personale e politico ha ricordato le battaglie condivise e l’impegno di Emma per la Corte penale internazionale, indicando nella sua difesa — anche attraverso un gesto simbolico come la candidatura al Premio Nobel per la pace — un possibile modo per raccoglierne il testimone.
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