Cronistoria giudiziaria del divieto di fecondazione eterologa previsto dalla legge 40

Questo assurdo divieto è stato cancellato con una sentenza della Corte Costituzionale del 9 aprile 2014.

Il divieto è stato sottoposto più volte a giudizio. 

La Corte Europea dei diritti dell’Uomo il 1 aprile 2010, a seguito del ricorso di tre coppie austriache, ha riconosciuto che l’impossibilità totale di ricorrere alla fecondazione eterologa infrange il diritto alla vita familiare e il divieto di discriminazione.

A seguito di questa decisione il Tribunale di Firenze ha sollevato il dubbio di legittimità costituzionale sul divieto di eterologa. Sono seguite le ordinanze di Catania il 21 ottobre 2010 e Milano 2 febbraio 2011.

Nel contempo l’Austria ha fatto appello alla sentenza del 2010, e la Grande Camera della Cedu, nel novembre 2011, ha annullato la decisione precedente.

Il 22 maggio la Corte Costituzionale, chiamata a decidere sui tre dubbi di legittimità costituzionale,  rimette gli atti ai tribunali di Firenze, Milano e Catania. I giudici della Corte pur confermando la norma austriaca che prevede un divieto parziale sulla eterologa, prendono atto anche della decisione della  Grande Camera la quale ha invocato il principio per cui gli Stati membri devono attenersi nel legiferare all’evoluzione sociale e scientifica delle norme e delle tecniche mediche, tenendo particolare considerazione del principio di uguaglianza, di quello alla non discriminazione e del diritto alla salute [leggi la dichiarazione degli avvocati Caiazza, Gallo, Baldini].

 

 Nel 2013 i Tribunali di Milano, Catania e Firenze hanno nuovamente rinviato alla Consulta la legge 40 sollevando il dubbio di legittimità costituzionale in merito al divieto di eterologa. L’Associazione Luca Coscioni ha anche assistito una delle coppie. L’Avv. Gallo e l’avv. Baldini si sono espressi sulle tre decisioni: MilanoCatania e Firenze dove erano direttamente coinvolti [leggi la pagina riassuntiva].