Ministro Speranza, faccia tesoro della sentenza della Corte di Giustizia Europea

Sentenza Corte gi Giustizia europea su CBD

Sentenza della Corte di Giustizia Europea su CBD, il commento di Marco Perduca

QUI il testo della sentenza della Corte di Giustizia Europea sul CBD del 19 novembre relativa al contrasto tra leggi francesi e normative europee.

“La decisione della Corte del Lussemburgo è di cruciale e strutturale importanza per almeno due motivi: da una parte conferma la libertà di circolazione di beni all’interno dell’Unione evitando che leggi nazionali, nel caso di specie arbitrariamente imposte, ledano uno dei principi fondativi dell’UE, dall’altra affronta l’arbitrarietà della legislazione francese relativamente a prodotti contenenti il principio attivo della cannabis noto come cannabidiolo, CBD, imposta a seguito di manipolazioni, o scorrette interpretazioni, delle convenzioni internazionali in materia di sostanze stupefacenti.

La Corte rileva infatti che l’UE deriva la definizione di “droga” e/o “stupefacente” dalle Convenzioni ONU del 1961 e 1971, il CBD non figura tra le sostanze sotto controllo nella prima e, sebbene alcune interpretazione letterali della seconda possano indurre a classificarlo come stupefacente in quanto estratto della cannabis, queste letture del testo andrebbero contro lo spirito generale del documento del ’71 che fu adottato per tutelare “la salute fisica e psichica dell’umanità”. Da oltre 30 anni in USA, Israele ed Europa il CBD infatti viene utilizzato in preparati galenici oltre che in due farmaci autorizzati dall’EMA in Europa.

“La Corte ricorda inoltre che la letteratura scientifica più recente distingue tra i due principi attivi della pianta e, mentre sul tetraidrocannabinolo, THC, è in corso un dibattito circa i suoi impieghi curativi e la sua dimostrabile pericolosità in generale – dibattito che ha portato l’OMS a raccomandare la ricollocazione nelle tabelle delle Convenzioni della cannabis per facilitarne lo studio, la produzione e la prescrizione – il CBD non risulta avere effetti psicotropi né nocivi per la salute umana. Anzi!

“Questa decisione della Corte del Lussemburgo relativa a contrasti normativi francesi vale per tutta l’Unione, quindi deve entrare a far parte di quanto il Consiglio e l’Istituto Superiore della Sanità vorranno condividere con il Ministro Speranza circa le ultime decisioni adottate proprio sul CBD i cui prodotti sarebbero stati inseriti nella tabella degli stupefacenti.”