Cappato e Bonvicini espulsi dal Consiglio regionale

cappato e bonvicini

Marco Cappato e Barbara Bonvicini sono stati espulsi dal settore del pubblico del Consiglio regionale cui stavano assistendo, dopo essere intervenuti nel corso della seduta per redarguire i consiglieri in procinto di reiterare, anche oggi, la violazione della legge regionale da loro stessi emanata.

Appena il Presidente Cattaneo ha letto il primo punto all’ordine del giorno, Bonvicini si è alzata in piedi e ha letto l’articolo di legge violato. I commessi l’hanno prelevata di peso e allontanata fuori. A quel punto anche Cappato è intervenuto spiegando ai Consiglieri che Bonvicini in realtà li stava solo aiutando a rispettare le loro stesse regole richiamandoli ai loro doveri di legge. Immediatamente anche Cappato è stato accompagnato a forza all’uscita mentre leggeva l’articolo calpestato.

Le ragioni spiegate a margine da Cappato, tesoriere Associazione Luca Coscioni: “Il Consiglio regionale della Lombardia continua a violare la legge regionale che obbliga a trattare come primo punto all’ordine del giorno la proposta di legge di iniziativa popolare per la cannabis terapeutica e quella per l’inserimento del testamento biologico nella tessera regionale. Questo costringe spesso i malati a rivolgersi al mercato illegale, sostenendo costi elevati per fruire di prodotti di qualità incerta. Sono ormai 13 mesi che il termine per la discussione delle nostre proposte è scaduto. Nel frattempo, sono numerosi i malati lombardi che non riescono ad accedere ai prodotti a base di cannabis a loro prescritti dai medici. Sul testamento biologico, in attesa di una legge nazionale, Regione Lombardia potrebbe comunque raccogliere le disposizioni di volontà dei cittadini come già fanno molti comuni, aumentando così le proprie possibilità di vedere rispettate le scelte di fine vita.

Gli fa eco Barbara Bonvicini, Segretaria dell’Associazione Enzo Tortora – Radicali Milano: “La Regione ci informa che nessuna legge sarebbe stata secondo loro violata, in quanto la proposta di legge popolare per la regolamentazione della Cannabis Terapeutica è al vaglio della Commissione Sanità. Ricordiamo al Presidente Cattaneo il comma cui facciamo riferimento quando parliamo di violazione. E’ il Comma 3, contenuto dell’articolo 9 della legge regionale n. 1/1971 che disciplina l’iniziativa popolare dei cittadini. Recita così: ‘Qualora la proposta non venga iscritta nel calendario dei lavori del Consiglio entro i termini indicati dal primo comma (90 giorni), essa si considera iscritta di diritto all’ordine del giorno del Consiglio e viene discussa nella prima seduta, con precedenza su ogni altro argomento. Le proposte sono portate all’esame del Consiglio nel testo redatto dai proponenti”.

Bonvicini continua “Come si evince dal testo, la norma non fa alcun riferimento alla discussione delle proposte in commissione e Regione Lombardia non può invocare scuse per eludere il termine dei 3 mesi. Il vincolo dei 90 giorni si riferisce alla calendarizzazione in plenaria e rappresentano il tempo riservato alla discussione in commissione. Se così non fosse, per bloccare qualsiasi proposta popolare basterebbe insabbiarla in Commissione, e ciò è evidentemente contrario alla legge regionale. Al Presidente non chiediamo altro che rispettarla e di interrompere questo ritardo sulla pelle dei malati.