Abbiamo consegnato al Ministro della Salute 4500 firme per chiedere di inserire la diagnosi preimpianto nei LEA

Filomena Gallo commenta “I livelli essenziali di assistenza sono fermi al 2017. I malati non possono più aspettare i tempi della politica”.

“Inserire la diagnosi preimpianto, ad oggi esclusa dal Servizio Sanitario Nazionale, nei Livelli essenziali di assistenza (LEA)”.  E’ questa la richiesta che oggi Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, ha ribadito incontrando il Capo Segreteria tecnica del Ministero della Salute dottor Stefano Lorusso e consegnando le oltre 4500 firme raccolte a sostegno dell’appello raccolte insieme anche all’Associazione La mano di Stella.

Grazie a queste tecniche diagnostiche, nel 2016 sono nati 599 bambini, e 705 nel 2017 – che si aggiungono agli oltre 14.000 nascite annuali grazie alle altre tecniche di fecondazione medicalmente assistita. “Si tratta di bambini che non sarebbero mai nati se i loro genitori non avessero avuto accesso a queste tecniche, ha ricordato l’avvocato Gallo “una possibilità che è stata ottenuta con spesa a carico delle regioni grazie all’intervento dei tribunali”.

“Chiediamo al Ministro Speranza che siano aggiornati i LEA fermi al 2017. I malati non possono più attendere i tempi della politica”, ha dichiarato Filomena Gallo. Oltre all’inserimento delle indagini cliniche diagnostiche sull’embrione, affinché divengano parte integrante delle diagnosi prenatali a carico del Sistema Sanitario Nazionale, l’Associazione Luca Coscioni con le associazioni di pazienti hanno  nuovamente chiesto:

  1. che sia aggiornata in modo chiaro la parte del nomenclatore LEA relativa alle prestazioni di Procreazione Medicalmente Assistita e che le tabelle sui costi siano corrispondenti ai reali costi per le tecniche avanzate di PMA, allo stato attuale non effettivamente erogabili;
  2. che siano aggiornate le linee guida sulla Legge 40 (art. 7);
  3. che sia rimosso il limite di 46 anni per l’accesso alla PMA carico del SSN;
  4. che nella relazione al Parlamento annuale sulla legge 40 sia prevista la possibilità di conoscere il numero di embrioni non idonei per una gravidanza prodotti dal 2010 – informazioni  che sono importanti per la comunità scientifica e anche per le coppie che accedono a queste indagini

All’incontro hanno partecipato anche Elena Paola Rampello per l’associazione Luca Coscioni e Cindy Barrot, una mamma che ha scoperto che la figlia era affetta dalla sua stessa patologia genetica ereditaria (il rene policistico) solo al sesto mese di gravidanza. Cindy è poi riuscita ad accedere alla PMA con indagine clinica diagnostica a carico della regione Piemonte solo grazie ad una sentenza del tribunale.

Erano in collegamento in rappresentanza delle associazioni di pazienti: Laura Pisano e Anna Biallo per l’Associazione  L’Altra Cicogna, Rossella Bartolucci per SOS Infertilità e l’avvocato Massimo Clara per Vox Diritti. Inoltre i partecipanti hanno  evidenziato il ritardo della pubblicazione della Relazione annuale al Parlamento sulla Legge 40.

Conclude Filomena Gallo: “Al ministro Speranza chiediamo che  siano aggiornati i Lea per la Procreazione medicalmente assistita, ma l’occasione dell’incontro ci ha consentito di sottoporre  anche la questione ‘Nomenclatore tariffario ausili e protesi’, evidenziando che per l’aggiornamento esiste un’urgenza non più rinviabile. Maurizio Bolognetti, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, è in sciopero della fame dal 6 luglio, affinché la regione Basilicata in virtù dei suoi poteri alla luce dell’art. 30 bis della legge 96/2017  emani idonea delibera per l’erogazione di dispositivi con l’indispensabile appropriatezza e il Ministro Speranza aggiorni in riferimento a detta normativa a livello nazionale il Nomenclatore tariffario ausili e protesi. Ad entrambi l’associazione Luca Coscioni ha inviato comunicazione di richiesta e diffida lo scorso dicembre.

L’articolo 32 della Costituzione viene evocarlo per le proibizioni ma dimenticato ci sono diritti da affermare. È da tempo che attendiamo un cambio di politiche per i diritti e al Ministro Speranza chiediamo discontinuità dal passato.

Lettera aperta al Ministro della Salute Roberto Speranza

Lettera al Ministro e alle Regioni