Riflessioni di Marco Gentili a margine del XVII Congresso dell’Associazione Luca Coscioni

Scrivo queste poche righe innanzitutto per ringraziarvi della fiducia che mi avete accordato, rieleggendomi co-Presidente dell’Associazione Luca Coscioni, spero sia  ben riposta forte del vostro sostegno perché continuerò le nostre battaglie di civiltà.

Dopo i lunghi mesi di reclusione e di attività politica a distanza, ho voluto stare insieme ai miei compagni di lotta, sentire il loro calore e il loro incoraggiamento. Sono state due giornate intense dove ho constatato con piacere lo spessore degli interventi che si sono susseguiti, a testimoniare quanto grazie alla nostra azione gli argomenti di discussione siano così sentiti, non più appannaggio di una minoranza chiassosa ma ormai permeanti il dibattito politico e sociale. La nostra assise ha scelto come parole d’ordine «Per il diritto a godere della scienza», consapevoli anche del richiamo del Ministro dell’Università e della Ricerca Manfredi che ha sottolineato pochi mesi fa il ruolo sociale della ricerca scientifica, un bene comune che deve essere messo a disposizione di tutti. 

Mentre scrivo guardo qui avanti a me sulla scrivania uno dei gadget delle giornate, una spilletta con uno slogan, poche parole ma  con un significato denso e preciso la scienza è un diritto umano, un concetto chiaro per cui è superfluo aggiungere altro.

Ci tengo a ringraziare il neo eletto Consigliere Regionale della Toscana Iacopo Melio che ha portato i suoi saluti ma soprattutto ha ribadito il suo impegno per un salto in avanti sulla strada dei diritti, sostenendo le nostre battaglie per libertà di aborto, cannabis terapeutica e eutanasia legale, sinonimo di democrazia. 

Ci tengo a ricordare che la nostra assise si è tenuta dopo pochi giorni dalla fine del presidio davanti a Montecitorio, andato avanti per 25 giorni dopo ben 7 anni dal deposito della legge di iniziativa popolare per l’eutanasia legale. Ribadisco come sia necessario continuare con la nostra resistenza civile e non mollare la presa, proprio ora che sono previste le audizioni parlamentari davanti alle Commissioni Giustizia e Affari Sociali della Camera dei Deputati.

La mia speranza è che qualcosa si inizi a muovere, proprio in questo preciso contesto storico dove non mancano segnali incoraggianti, in particolare per la libertà di ricerca e il diritto a poter usufruire delle conquiste più recenti. Voglio infatti subito far riferimento a un tema che ci riguarda più da vicino e cioè la gestazione per altri, pochi giorni fa si è tenuto un sit-in davanti Montecitorio contro i due testi di Giorgia Meloni e Mara Carfagna [1 e 2] che vorrebbero diventasse un reato universale, criminalizzando una pratica ampiamente diffusa in nazioni che sono faro di civiltà. 

Ringrazio le partecipanti per la loro iniziativa e il loro coraggio non sarete lasciate sole e ci batteremo affinché ci sia una precisa cornice normativa per vedere garantita questa tecnica, ben ha detto il nostro Segretario Filomena Gallo paventando la necessità di rivolgersi ai tribunali per colmare un vuoto legislativo cui la politica è indifferente. 

Concludo queste mie riflessioni con due notizie che provengono dal mondo scientifico e che potrebbero farci guardare il futuro con maggiore ottimismo, sono poco ferrato in materia ma sembra che si stiano facendo dei passi in avanti, una serie di scoperte da cui potrebbero derivare cambiamenti epocali. Il Premio Nobel per la Chimica assegnato a Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna per lo sviluppo del loro metodo di editing per riscrivere il DNA e il meraviglioso proposito del nostro Giulio Deangeli circa la possibile sconfitta della SLA. La notizia che ha acceso i nostri sorrisi oltre ai suoi brillanti successi accademici è l’idea di un approccio multidisciplinare per le malattie neurodegenerative, una modalità totalmente nuova e che spero in futuro cambi in meglio la vita delle persone che come me ne sono affette.

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