Pillola del Giorno Dopo e dei 5 Giorni Dopo: tutta la verità, solo la verità

La pillola del giorno dopo e quella dei cinque giorni dopo sono ormai diffuse da anni nel nostro paese, ma c’è ancora molta confusione. Come funzionano?

Il loro utilizzo, sempre crescente, ha fatto calare di molto il numero degli aborti (interruzione volontaria di gravidanza – IVG):  in totale le due pillole sono passate da 400mila confezioni vendute nel 2015, a 490mila nel 2016 e poi a 570mila nel 2017. In due anni il salto sarebbe stato addirittura del 42% in più.  

Norlevo ed EllaOne, rispettivamente pillola del giorno dopo e pillola dei cinque giorni dopo, sono spesso confuse – molte volte una confusione voluta da chi vorrebbe vietare alle donne la libertà di scegliere sul proprio corpo (vedere a questo proposito i relatori del World Congress of Families di Verona!) – con l’aborto propriamente detto.

Responsabilità del Ministero della Salute, che non fa adeguate campagne informative sul tema, ma anche dei medici e dei farmacisti, che spesso alle richieste delle donne si nascondono senza alcun fondamento legale dietro il termine “obiezione di coscienza” anche nel caso delle pillole sopra menzionate.

Responsabilità del Ministero dell’Istruzione, che non prevede percorsi idonei di educazione sessuale e salute riproduttiva, e anche colpa del fatto che l’Italia paga ancora cari certi retaggi culturali e tabù religiosi.

Eppure basterebbe così poco per fare chiarezza: basterebbe dare il loro nome alle coseNorlevo ed EllaOne non sono da confondersi con la vera e propria pillola abortiva, la RU486. Sono invece pura e semplice contraccezione d’emergenza.

I contraccettivi d’emergenza ormonali agiscono solo prima dell’ovulazione, in pratica impedendo che avvenga la fecondazione. Per questo non possono e non devono essere confuse con la RU486, che agisce quando la gravidanza è già in corso. Chiaramente la contraccezione d’emergenza non deve diventare una “prassi”, ma solo una misura estrema, inoltre la contraccezione “classica” rimane il metodo più sicuro per evitare una gravidanza indesiderata, ma sono davvero tanti i casi in cui la pillola del giorno dopo o quella dei cinque giorni dopo hanno evitato alle donne il percorso più difficile dell’aborto: si pensi ad esempio ai casi di violenza sessuale, o più banalmente alla rottura di un profilattico.

Può succedere. Succede. E proprio per questo serve chiarezza, informazione ed educazione sul tema. Proprio per questo servono professionisti in grado di garantire ad una ragazza che si rechi in farmacia per richiedere la contraccezione d’emergenza le informazioni necessarie senza un atteggiamento ostativo e giudicante, e soprattutto senza menzionare l’obiezione di coscienza, perchè la Legge 194/78 non la prevede in alcun caso per i farmacisti in tema di contraccezione.

Eppure sono ancora tante, troppe, le donne che, impaurite, iniziano un pellegrinaggio per farmacie per poter trovare un farmacista disposto ad aiutarle. Tutte le donne devono sapere che con la determina AIFA del 2015 è stato soppresso l’obbligo di prescrizione per il farmaco EllaOne per le donne maggiorenni, e dal febbraio 2016 lo stesso è stato fatto per Norlevo.

Per le minorenni invece corre ancora l’obbligo di prescrizione medica, ma la legge lascia molto spazio a varie soluzioni anche per loro (accompagnamento da parte del genitore, valutazione della maturità da parte del medico, etc.), per evitargli che un incidente di percorso finisca per diventare un trauma.

La contraccezione è un diritto di tutte le donne. Se hai incontrato difficoltà nell’ottenere la contraccezione di emergenza, fammelo sapere all’indirizzo email violatofani@associazionelucacoscioni.it. Ogni testimonianza conta.

Nata a Prato nel 1987, laureata in “Studi Internazionali”, specializzata in “Istituzioni e Politiche dei Diritti Umani e della Pace” con un successivo master in “Geopolitica e Sicurezza Globale”. Dopo aver profuso impegno nel campo della cooperazione internazionale e dei diritti umani, dal 2015 collabora con l’Associazione Luca Coscioni.
Si occupa di disabilità, interruzione di gravidanza e cannabis terapeutica.