Caro iscritto ALC, perché mi candido alla segreteria di Più Europa?

Marco Cappato al Parlamento europeo

Avrai forse saputo che mi sono candidato a Segretario di “Più Europa”, il movimento politico nato come aggregatore delle speranze europeiste, laiche e liberali nel nostro Paese e non solo. A iscrizioni chiuse e a Congresso alle porte (Milano, 25/27 gennaio), voglio fornirti alcune informazioni sulla mia scelta, che non intaccherà il metodo di azione e aggregazione transpartitica dell’Associazione Luca Coscioni. In altri termini, l’Associazione rimane e rimarrà a disposizione di tutti coloro che se ne vogliano servire, di qualsiasi partito od orientamento politico siano.

Perché mi sto candidando alla guida di quello che, dopo il prossimo Congresso che si terrà a Milano dal 25 al 27 gennaio, sarà un vero e proprio partito? Perché per me un partito è un mezzo, non un fine. E’ uno strumento grazie al quale possiamo attivarci per proporre obiettivi e iniziative concrete, partendo dalle storie delle persone in carne ed ossa, non dalle ideologie o dalle logiche di fazione e schieramento. E’ il metodo che abbiamo seguito per ottenere riforme importanti, ad esempio sulla fecondazione assistita e sul fine vita. Ed è un metodo che dobbiamo estendere alle principali sfide del nostro tempo anche in campo economico ed ecologico. Sono convinto, ad esempio, che sia oggi necessaria una mobilitazione europea in particolare su due fronti determinanti per il futuro del clima e della biodiversità: quella della fiscalità ecologica e del rientro dolce della popolazione mondiale. E a questo scopo ci sono due iniziative che possiamo da subito portare all’interno di un partito nascente come “Più Europa”.

Secondo la comunità scientifica riunita dalle Nazioni Unite, in assenza di una mobilitazione delle classi dirigenti mondiali l’innalzamento della temperatura supererà i 2° dall’era pre-industriale, arrecando danni alla qualità della vita delle persone in tutto il mondo. Scenari ancora peggiori – con un aumento oltre i 3° e conseguenze devastanti su salute, economia e migrazioni – divengono ogni anno più probabili. L’Europa è l’unico continente al mondo potenzialmente in grado di prendere democraticamente e immediatamente decisioni volte ad evitare la catastrofe. Se l’Unione Europea rimarrà inerte, quando le conseguenze saranno esplose i potenti della Terra ricorreranno a risposte autoritarie e militari.

Allo stesso tempo occorre rilanciare il sostegno e la partecipazione dell’Europa alle attività dell’ONU per la protezione e promozione delle libertà individuali e la tutela di ambiti di vita comuni in cui la forza della Legge s’imponga sulla legge della forza. Un seggio dell’UE in Consiglio di Sicurezza che si faccia garante della Carta delle Nazioni unite, il sostegno finanziario incondizionato ma vigile oltre che la promozione di coalizioni trans-regionali su questioni specifiche, come per esempio il diritto a beneficiare del progresso scientifico, devono caratterizzare la presenza europea nelle organizzazioni internazionali.

Colmare il divario tra scienza e democrazia è fondamentale per il nostro futuro. Non possiamo più accettare che anche da parte di coloro che si dicono d’accordo con l’importanza di questi temi -e di altri, come la modificazione genetica, l’intelligenza artificiale, la libertà sulle scelte di inizio e fine della vita- si rassegnino poi a ritenere che la politica “seria” debba essere un’altra cosa, cioè l’occupazione del potere.

Con la mia candidatura alla Segreteria di “Più Europa” cerco di restituire dignità politica a obiettivi che altrimenti i partiti ignorano, condannandoli all’irrilevanza. Comunque andrà a finire il Congresso, il mio impegno è di continuare a lavorare in questa direzione.

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