Dopo la bocciatura del Referendum Eutanasia Legale avevamo promesso che non ci saremmo fermati. Non lo abbiamo fatto.
Abbiamo depositato “Liberi Subito” in tutte le Regioni italiane: una proposta di legge di iniziativa popolare per garantire tempi certi e procedure definite a chi chiede al Servizio Sanitario Regionale l’aiuto medico alla morte volontaria, il cosiddetto “suicidio assistito”, nel rispetto della sentenza 242/19 della Corte costituzionale sul caso Cappato/Antoniani.
Oggi è legge in quattro Regioni: Toscana, la prima in Italia, poi Sardegna, Emilia-Romagna e Veneto. Il Veneto è la prima Regione a maggioranza di centrodestra ad approvarla: la prova che questo non è un diritto di parte, ma un diritto di tutte e tutti, a prescindere da chi governa.
Ma quello che abbiamo conquistato non è al sicuro. In Parlamento il governo sta spingendo una legge sul fine vita che restringe il diritto sotto i limiti fissati dalla Corte costituzionale e che, se approvata, rischierebbe di svuotare o cancellare le leggi regionali già in vigore.
Per questo non ci fermiamo. Il 15 settembre “Liberi Subito” arriva in Consiglio regionale in Lombardia, il 29 settembre in Piemonte. In Lazio e in Calabria la raccolta firme è ancora aperta. Restano sedici Regioni in cui il diritto esiste sulla carta ma nessuno sa come esercitarlo.
Con una donazione oggi sostieni le raccolte firme, i ricorsi giudiziari, le disobbedienze civili e l’assistenza alle persone malate, caso per caso. E ci aiuti a difendere in Parlamento ciò che le Regioni hanno già riconosciuto.
Insieme, per essere liberi fino alla fine.