No alla proibizione della carne coltivata

Per chiedere alle istituzioni italiane e internazionali di fermare l'applicazione di una legge che danneggia l'economia e la ricerca

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Con questo appello ci rivolgiamo alle  istituzioni nazionali e internazionali affinché tengano in seria considerazione i problemi della legge in materia di divieto di “carne coltivata”: carne che, essendo prodotta a partire da cellule animali, fornisce un’alternativa sostenibile alla sofferenza e alle emissioni prodotte dagli allevamenti intensivi.

La legge in questione configura un divieto di produzione e commercializzazione di carne coltivata, che crea problemi sotto diversi profili:

  • In base al Regolamento europeo sui novel food, prima di essere immessa in commercio, la carne coltivata dovrà passare al vaglio dell’autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Non avendo questo prodotto ancora ricevuto tale autorizzazione, il divieto italiano riguarda qualcosa che per il momento non è comunque accessibile.

  • ll provvedimento configura infrazioni al diritto dell’UE: l’Italia ha violato la procedura d’esame (cosiddetta procedura Tris)  prevista per tutti i provvedimenti inerenti alla libera circolazione delle merci, sottoponendo alla Commissione europea una legge già adottata, invece di una bozza di provvedimento. La Commissione ha dovuto infatti archiviare l’esame nel merito.

  • Se l’Ue approvasse la commercializzazione di carne coltivata, l’Italia non potrebbe vietare ad altri paesi Ue di esportarla da noi. Il divieto nazionale ha la sola conseguenza di esporre l’Italia a una procedura di infrazione.

  • La legge viola gli obblighi internazionali assunti dall’Italia in materia di “diritto alla scienza”, riconosciuto dall’art. 15 del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali. Infatti, è stata approvata attraverso un iter privo dei caratteri di inclusività e trasparenza richiesti dal diritto internazionale. Inoltre, non tiene conto delle evidenze scientifiche più aggiornate e impone ostacoli arbitrari alla libertà di ricerca scientifica, con conseguenze negative sul piano della competitività.


Alla luce di quanto premesso, chiediamo alle istituzioni italiane e internazionali, nell’ambito delle loro responsabilità, di fermare l’applicazione della legge contro la carne coltivata, adottata in violazione della regolamentazione europea e contro la ricerca scientifica nazionale.

L’archiviazione della valutazione TRIS da parte della Commissione europea rende di fatto inapplicabile la relativa disciplina.
Chiediamo al Governo Italiano di prenderne definitivamente atto e intervenire di conseguenza abrogando la legge. chiediamo alla Commissione europea di attivare una procedura d’infrazione qualora tale abrogazione non fosse posta in essere.

Con i nostri migliori auspici,

Filomena Gallo, Segretario Associazione Luca Coscioni

Marco Cappato, Tesoriere Associazione Luca Coscioni Vitalba Azzollini –  Giurista, fellow Istituto Bruno Leoni

Alessandro Bertero, Professore Associato di Biologia Applicata presso il Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze per la Salute dell’Università di Torino

Stefano Biressi, Professore Associato di Biologia Molecolare e capogruppo del Laboratorio di Cellule Staminali e Medicina Rigenerativa presso il dipartimento di Biologia Cellulare,  Computazionale ed Integrata (CIBIO) dell’Università di Trento

Nike Schiavo, Ricercatrice, Agricoltura Cellulare Italia

Luisella Battaglia, Professoressa di Filosofia morale e Bioetica presso l’Università degli studi di Genova e membro del Comitato nazionale per la bioetica

Francesco Buonocore, Professore di Biotecnologia marina, Biochimica, Immunologia molecolare dei pesci, Università della Tuscia

Luciano Conti, Professore di Biologia Applicata presso  il dipartimento di Biologia Cellulare, Computazionale ed Integrata (CIBIO) dell’Università di Trento

Cesare Gargioli, Professore Associato di Biologia Applicata del Dipartimento di Biologia dell’Università di Roma Tor Vergata

Giuseppe Scapigliati, Professore di Zoologia e Biotecnologie Animali, Università della Tuscia

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