piero e mina

Newsletter quindicinale su temi bioetici e diritti civili
Numero 77 – 20 aprile 2015
a cura di Carlo Troilo

Dopo quasi dieci anni da quando Piero Welby ottenne la possibilità di morire e dopo il proscioglimento del suo medico anestesista Mario Riccio, un’altra vittoria arriva da uno dei principali ospedali cattolici dove non si può imporre ai malati di SLA la tracheotomia e il malato che ha accettato di farsi intubare potrà revocare il consenso

Notizie dall’Italia – Notizie dal mondo

Foto migranti
      

Il direttore del Policlinico Gemelli Enrico Zampedri ha varato le nuove linee guida che non solo vietano di imporre ai malati di SLA la tracheotomia ed altri trattamenti invasivi ma consentono anche al  malato che ha accettato di farsi intubare di revocare il consenso. E’ una novità importante in fatto di fine vita (con queste nuove norme non ci sarebbe stato un “caso Welby”). Purtroppo è l’unica, perché da un lato il ministro della Salute Lorenzin scarica sul Parlamento le decisioni in materia, pur conoscendone l’inerzia, dall’altro l’esimio giurista cattolico D’Agostino vuole contrastare il “favore alla eutanasia largamente prevalente nella opinione pubblica” con  “mezzi nuovi, sconvolgenti, provocatori”.  Bisogna – scrive – arrivare a “privatizzare” la fase che precede la morte, affidandola alla famiglia.

ntanto, continua la dicotomia (eufemismo!) fra il Papa, che dinanzi ai gay dice “chi sono io per giudicare ?” e il Vaticano che nega il gradimento al nuovo ambasciatore francese  presso la Santa Sede proprio perché dichiaratamente gay.

Finalmente un giornale importante italiano, “Repubblica”, dedica una inchiesta (come fanno da anni i grandi quotidiani europei) alla assenza di ogni aiuto da parte delle pubbliche autorità per i caregiver familiari, le migliaia di persone impegnate a tempo pieno nell’assistenza di persone care non autosufficienti, per lo più malati di Azheimer. Fanno risparmiare allo Stato 10 miliardi l’anno ma sempre più spesso perdono gli amici, si ammalano (le loro aspettative di vita sono inferiori alla media dai 9 ai 17 anni), cadono in depressione e si impoveriscono.

Nel resto del mondo, come al solito, tira un’aria migliore per i diritti civili.  L’Austria e la Germania – ma anche la California –  fanno passi avanti verso l’eutanasia. Negli USA le buone notizie riguardano anche l’atteggiamento più aperto dell’opinione pubblica sulle droghe,ma soprattuttoi diritti dei gay: gli stati che consentono loro le nozze sono passati in 11 anni da uno  a 37, mentre il capo della Apple, Tim Cook, scende in campo contro le leggi di vari Stati che discriminano gli omosessuali.

 

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IN ITALIA

Eutanasia  (1° aprile) –  La ministra della Salute Lorenzin, rispondendo alla interrogazione della parlamentare Marisa Nicchi di Sel, ha sottolineato come il tema del fine-vita sia considerato dal Governo come materia di "esclusiva prerogativa parlamentare"; il Parlamento deve  essere sede di un "approfondito confronto e dibattito". La Lorenzin – commenta Marco Cappato –  conferma le gravi responsabilità del Parlamento, e in particolare della Camera dei Deputati. L’articolo 71 della Costituzione prevede infatti che il popolo eserciti l’iniziativa delle leggi, mentre la proposta di legge di iniziativa popolare per l’eutanasia legale è depositata alla Camera da un anno e mezzo senza che l’iter sia stato in alcun modo avviato. Per un Governo che si rimette al Parlamento abbiamo un Parlamento che viola la Costituzione.  (1° aprile) –  Francesco D’Agostino, su “Avvenire”, prendendo  spunto dalla legge approvata in Francia (di fatto – dice –  “una legge eutanasica”) constata che la diffusione delle leggi sulla eutanasia nel mondo è dovuto al fatto che le decisioni dei  parlamenti riflettono un favore alla eutanasia largamente prevalente nella opinione pubblica. Dunque non basta più trincerarsi dietro ai valori tradizionali. Bisogna elaborare e proporre “mezzi nuovi, sconvolgenti, provocatori”, in particolare per quanto riguarda il rapporto fra servizio sanitario  e terza età: la medicalizzazione estrema della fase finale della vita porta fatalmente verso l’eutanasia .  Bisogna arrivare a “privatizzare” la fase che precede la morte, affidandola alla famiglia. Ma su questa elaborazione di nuovi principi – riconosce D’Agostino  – siamo ancora indietro. Per saperne di più

Policlinico Gemelli e SLA (1 aprile) –  Il direttore del Policlinico Gemelli Enrico Zampedri ha varato le nuove linee guida che non solo vietano di imporre ai malati di SLA la tracheotomia ed altri trattamenti invasivi ma consentono anche al  malato che ha accettato di farsi intubare di revocare il consenso. Alla stesura del documento hanno contributo diversi medici, fra cui il professor  Sabatelli, direttore del centro per la SLA, che  nel giugno scorso aveva reso noto che questa prassi era già seguita nel suo reparto. Per saperne di più

Diritti civili (2 aprile) – Il sen. Luigi Manconi, sul “Corriere della Sera”, rimarca che due proposte parlamentari, sulla legalizzazione della cannabis e sul fine vita, hanno avuto (salvo rarissime eccezioni) solo l’adesione della sinistra. Questo significa che tutti i fautori di più libertà sociali  e civili i collocano nell’abito del centro sinistra e della sinistra e tutti i critici di quelle libertà nell’area del centro destra. In Italia la tradizione liberale si è tradotta in un liberalismo che si interessa solo di problemi economici e per quanto concerne i diritti guarda al cattolicesimo ed è su posizioni decisamente conservatrici. (3 aprile) – Maurizio Sacconi, in una lettera al “Corriere della Sera”, replica a Manconi accusando gli ex comunisti di avere perso i loro valori (ad esempio, accettano che con “l’utero in affitto” si sfruttino donne povere dei paesi in via di sviluppo). Il centro destra è invece fedele al senso del limite (i diritti, se modellati sul desiderio, divengono insaziabili)   e si batte per i valori fondanti dell’Occidente, come la famiglia. Per saperne  di più

Ospedali Psichiatrici Giudiziari (3 aprile)  – Passata la scadenza per la chiusura degli OPG, non si sa dove mandare gli 800 detenuti perché solo la regione Toscana ha approntato le nuove strutture.  Per saperne di più

Carceri (7 aprile) – Marco Pannella e Rita Bernardini, in sciopero della fame, visitano le carceri e chedono l’amnistia. La sentenza della Corte Costituzionale che ha annullato la legge Fini-Giovanardi ha portato ad una riduzione dei detenuti da 60.826 a 54.414. Ma l’effetto della sentenza è finito e il numero dei detenuti ricomincia  a salire, aggravando l’affollamento delle celle.  Il 32,5% dei detenuti sono stranieri. (9 aprile) – Luigi Manconi, sul “Manifesto”, appoggia la richiesta di Rita Bernardini di rideterminare le pene dei detenuti in base alla legge Fini – Giovanardi, dichiarata incostituzionale dalla Suprema Corte. Nel giugno scorso erano ancora tremila. La revisione dovrebbe essere in senso  garantista,   per limitare i danni del proibizionismo. Per saperne di più

Legge 40 (9 aprile) –   L’Associazione Luca Coscioni, dopo aver organizzato al Senato il convegno "Staminali e fecondazione assistita: evoluzione giurisprudenziale dei diritti della persona" (su Radio Radicale l’intera registrazione ), ha lanciato una petizione al Parlamento ed al Governo affinché presentino ed approvino le necessarie proposte legislative e regolamentari al fine di garantire l’accesso alla fecondazione assistita per le coppie non sterili affette da patologie genetiche e cromosomiche.  Due notizie su “Avvenire”: Il  governo, “a sorpresa”, non difenderà a legge 40 davanti alla  Corte Costituzionale; la presidente della Commissione Sanità del Senato, Maria Grazia De Biase,  annuncia che è pronta per l’esame in commissione la revisione della legge 40. (11 aprile) –  Il Consiglio di Stato boccia la decisione della regione Lombardia di far pagare interamente la fecondazione eterologa alle coppie (fino a 4.000 euro) perché discriminatorio rispetto a chi accede gratuitamente alla fecondazione omologa. Decisione prevedibile secondo il ministro Lorenzin, giusta secondo Filomena Gallo.  Mario Pappagalo, sul “Corriere della Sera”, scrive che gli ostacoli esistenti (scarsità di donatori e nessuna informazione in merito) rischiano di rendere teorica la possibilità di ricorrere alle eterologa in Italia, portando di nuovo le coppie al “turismo procreativo.  (12 aprile) – Filomena Gallo, in una intervista al “Garantista” e in un articolo sul “Manifesto”, plaude alla sentenza: eliminata una discriminazione assurda perché penalizzava le coppie con problemi più gravi. Comunione e Liberazione e la Regione Lombardia  tentavano così  di impedire che venga applicata la sentenza della Corte Suprema che ha cancellato il divieto di eterologa. (12 aprile)  –  Margherita De Bac anticipa sul “Corriere della Sera” le linee guida del Ministero sulla fecondazione eterologa, che saranno emanate prima dell’estate.  Fra le principali novità la “egg sharing” (donazione di ovociti da parte di una donna già soggetta a trattamenti ad una  che ne è sprovvista). (16 aprile) – Rinviata la decisione della Corte Costituzionale in merito al divieto di accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita per le coppie fertili e portatrici di patologie genetiche, previsto dalla legge 40 del 2004. Su “Avvenire” i punti di vista contrari a quelli del segretario della Associazione Coscioni, Filomena Gallo, che si dice fiduciosa. Per saperne di più

Empatia (11 aprile) –  Chiara Lalli, sul domenicale del “Corriere della Sera”, prendendo spunto da una vicenda familiare, sottolinea l‘importanza della empatia nel rapporto fra medico e paziente (fra l’altro, aiutando il paziente a capire bene la diagnosi e la prognosi, è la condizione necessaria del consenso informato). Alcune università degli USA hanno cominciato a inserire i corsi di empatia.

Sanità (12 aprile) –  Sul “Corriere della Sera” ampio servizio di Margherita  de Bac sui tagli nelle ASL auspicati dal premier Renzi. La Toscana (assessore Marroni) ha concentrato in sole tre “super ASL” le attuali 16, con un risparmio previsto pari al 5/6 percento della spesa sanitaria totale. Protesta invece il governatore del Veneto Zaia: con 21 ASL la sanità della regione è in pareggio.(14 aprile) – Nasce il nuovo quotidiano on line del Gruppo Il Sole 24 Ore: fra pubblico e privato, la sanità è la quarta impresa italiana.  Per saperne di più

Cimitero per feti a Torino (12 aprile) – “La Stampa” intervista il radicale Silvio Viale, che spiega le ragioni per cui ha presentato al Consiglio Comunale di Torino una proposta di delibera per abolire il “cimitero dei feti”.  Nell’80% dei casi si tratta di feti abortiti.  “In quel campo- dice Viale-  c’è un senso triste di abbandono. Le donne non sono mai andate lì”.  E aggiunge: “Sarebbe una scelta civile. Per di più con la decisione di Papa Benedetto XVI di abolire il limbo sono cadute anche le barriere religiose. L’ideale sarebbe la cremazione. E poi spargere le ceneri sul roseto della Rimembranza. Le mamma avrebbero anche un posto in cui piangere”. Per saperne di più

Caregiver (13 aprile) –  Inchiesta di “Repubblica” sulla assenza di ogni aiuto da parte delle pubbliche autorità per i caregiver familiari, le migliaia di persone impegnate a tempo pieno nell’assistenza di persone care non autosufficienti. Coloro i quali si dedicano a pazienti con demenza sono la grande maggioranza. Si tratta in genere di donne (74%):   una mole di lavoro e di sostegno che  l’Italia, unico tra i Paesi europei, non riconosce né tutela, con un “risparmio” per lo Stato di circa  10 miliardi di euro (sarebbe interessante calcolare quanto la perdita di produttività dei familiari incida sul PIL).   Spesso il lavoro viene abbandonato, la salute declina, anche per mancanza di sonno: gli amici si allontanano. Le famiglie cadono nell’indigenza.    Lo Stato si approfitta di queste donne, di questi uomini, sottoponendo tutti  ad un vero e proprio regime di schiavitù moderna, che viene spacciata come dovere morale. “Repubblica” sintetizza le proteste e le richieste delle associazioni in  cui si sono organizzati molti caregiver e ricorda che nel 2009 la ricercatrice Elizabeth Blackburn ha vinto il Premio Nobel per la Medicina con uno studio che ha scientificamente dimostrato come lo stress al quale sono sottoposti i caregiver familiari riduca le loro aspettative di vita dai 9 ai 17 anni, rispetto al resto della popolazione". Se la famiglia non ce la fa, si rischia il ricovero in un istituto, dove un solo giorno costa, a persona, circa 700 euro. Le associazioni hanno depositato una petizione al Parlamento europeo   perché apra una procedura di infrazione contro l’Italia per il mancato rispetto dei diritti umani.   “Repubblica” ricorda le misure di sostegno previste in altri paesi europei come la Germania, la Francia e “perfino la Grecia”.  Per saperne di più

Famiglia (14 aprile) – Marcello Veneziani, sul “Corriere della Sera”, critica il fatto che in omaggio al “politically correct” la difesa della famiglia è lasciata solo alla CEI. Per saperne di più

 

NEL MONDO

USA, discriminazioni (31 marzo) – Il capo della Apple, Tim Cook, ha preso ufficialmente posizione contro le leggi dell’Arkansas, dell’Indiana e di altri Stati che, in base ai propri convincimenti religiosi, consentono ai negozianti di non servire clienti gay e puniscono gli impiegati che registrano matrimoni gay. La religione non può essere motivo di discriminazione.

Austria e Germania,  fine vita (3 aprile) –  “La Croce” pubblica un servizio sul dibattito in corso in Austria sulle scelte di fine vita: il 68% degli interpellati è favorevole al suicidio assistito, ed anche la Commissione Nazionale di Bioetica si è pronunciata in favore (16 voti contro 15 contrari) di una  modifica della legislazione in vigore che ne consenta la legalizzazione.  Più avanzato il dibattito in Germania, dove la legge su suicidio assistito andrà in Parlamento nel prossimo novembre.  Per saperne  di più

Droghe (3 aprile) – Il rappresentante all’Onu del Partito radicale, Marco Perduca, sul “Manifesto”, scrive che dalla  riunione del comitato ONU sulla droga a Vienna sono giunti segnali di speranza nella direzione della liberalizzazione. In particolare,  gli USA sono apparsi più morbidi sul problema (ad esempio, nel senso di una maggiore attenzione alle attività socio-  sanitarie e di una crescente contrarietà alla pena di morte per reati connessi all’uso di droghe). Per saperne di più

Autismo (7 aprile) –  Ampia inchiesta di Technolgy review sull’autismo e sui nuovi approcci di ricerca che fanno sperare in una comprensione del fenomeno.  Uno dei fenomeni che lasciano perplessi è l’assenza di criteri condivisi, nel mondo, per la diagnosi, che provoca le percentuali fortemente differenziate nel mondo.

California, fine vita (9 aprile) –   La Commissione Salute della California ha approvato una proposta di legge in base alla quale i medici potranno prescrivere dosi letali di farmaci ai pazienti in fase terminale. La proposta passa ora all’esame del Senato. La proposta di legge era stata presentata in Senato nel gennaio 2015. Per saperne di più

Vaticano e gay (11 aprile) –  Secondo il Corriere della Sera”, il mancato gradimento del Vaticano per l’ambasciatore francese presso la Santa Sede (è gay) rischia di rivelarsi un boomerang alla vigilia del Concilio della Misericordia.

Francia, aborto (11 aprile) –  Il Parlamento francese ha abolito l’attesa obbligatoria di 7 giorni fra la prima  e la seconda visita medica per una IVG. Protesta l’opposizione: si smonta con continui attacco la legge Veil sull’aborto e lo si banalizza.

USA, nozze gay (14 aprile) –   Inchiesta del “Corriere della Sera” alla vigilia (il 28 aprile) del dibattito alla Corte Suprema sul diritto degli omosessuali a sposarsi. In 11 anni gli stati che permettono le nozze gay sono passati da uno (il Massachusetts) a 37. La Corte potrebbe chiedere a tutti gli altri stati, con una sentenza che passerebbe alla storia, di garantire alle coppie omosessuali  di poter  contrarre  matrimonio. La novità è che è molto difficile trovare  studi legali disposti ad opporsi alla nozze gay: gli avvocati temono  la impopolarità e la perdita di clientela.  Per saperne di più

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Sentenze, risoluzioni e pareri (Fonte: Biodiritto)

Europa, uguaglianza di genere –   Il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione sulle azioni da intraprendere per raggiungere una piena parità uomo-donna. Fra questi, il riconoscimento del diritto alle scelte riproduttive della donna, fra cui contraccezione e aborto.

Lazio, aborto –  Il Consiglio di Stato ha sospeso l’efficacia di una parte del decreto del commissario ad acta Zingaretti (‘Linee di indirizzo regionali per le attività dei Consultori familiari’), in base alla quale tutti i medici dei consultori della Regione Lazio, anche gli obiettori, dovevano rilasciare  la certificazione necessaria per richiedere l’interruzione volontaria di gravidanza presso le strutture autorizzate, come previsto dalla Legge 194

Italia, cure compassionevoli –    Il parere del Comitato Nazionale per la Bioetica, pubblicato il 27 marzo 2015, tende a consentire una eccezione rispetto ai “noti percorsi approvati e condivisi di sperimentazione farmacologica”, nel caso di  pazienti con patologie serie e spesso letali, nel caso in cui i medici ritengano che quel tipo di terapia non abbia alternative e possa arrecare benefici o miglioramenti alle condizioni di vita.   Il Comitato auspica che sia usata un’espressione diversa da “cure compassionevoli”, per non confonderle con legittimi sentimenti di empatia nei confronti di malati gravi e incurabili.  L’alternativa proposta è “trattamenti non validati a uso personale e non ripetitivo”, con l’auspicio che una “consensus conference” internazionale possa promuoverne l’uso.  L’accesso a tali trattamenti deve avere il carattere dell’eccezionalità, in assenza di terapie validate, in casi gravi di urgenza e emergenza per un paziente in pericolo di vita. Essi  non possono mai essere un’alternativa, esplicita o surrettizia, alla sperimentazione clinica.  Devono comunque avere una ragionevole e solida base scientifica.  La prescrizione deve essere a carico di un panel di esperti,  Solo in queste condizioni i trattamenti “compassionevoli” si possono ritenere eticamente leciti e rientrano nel diritto generale alla salute. Il parere è completato da una dettagliata nota giuridica.

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Situazione delle iscrizioni 2015 all’associazione Luca Coscioni

1.059 iscritti (e 1.285 contribuenti non iscritti),
dei quali 75 iscritti tra docenti e ricercatori universitari, 70 medici, 37 avvocati, 19 giornalisti, 8 parlamentari,

ma anche 137 pensionati, 123 impiegati, 31 imprenditori ecc.

 

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