Sanità

Il nostro obiettivo: più salute meno sanità. La proposta dell’Associazione Luca Coscioni è il rovesciamento del paradigma che vuole i partiti a spartirsi la torta sanitaria (150 miliardi di euro l’anno) e al tempo stesso la crescita incontrollata di spesa che ha portato molte regioni alla bancarotta. Nel segno della trasparenza, della libertà di scelta e di valutazione per i cittadini. Un cambiamento è possibile. E’ dunque essenziale che da una politica fatta per la sanità si passi ad una politica per la salute

Dall’esame dei fenomeni e dal confronto dei dati relativi alla salute e alla sanità, nel tempo e fra i diversi paesi del mondo, emergono alcune evidenze:

• la sanità è soltanto uno dei determinanti della salute e non il principale;

• il livello di spesa sanitaria italiana è ormai in linea con quella di paesi comparabili: aumentare ulteriormente la spesa sanitaria avrebbe poco o nessuna incidenza sulla salute;

• il livello di consumo sanitario è causato principalmente dal sistema sanitario e dal tipo di informazione disponibile; non risponde a motivazioni di salute;

• politiche e scelte sono state sinora influenzate più dagli interessi concentrati della sanità (operatori, strutture, aziende) che da esigenze di salute dei cittadini: ciò spiega come pur in presenza di forti aumenti di finanziamento (negli ultimi 10-12 anni la spesa sanitaria italiana è quasi raddoppiata in valore assoluto) il deficit non diminuisca;

• l’informazione è un fattore essenziale per i comportamenti di sanità e di salute, e in Italia c’è un forte deficit di informazione indipendente sia sulla reale efficacia delle cure, sia sul reale livello di qualità/efficacia delle strutture e dei servizi sanitari

• mancano centri di valutazione in termini di salute

• l’anello debole del sistema è il cittadino, che dispone di pochi e deboli strumenti di influenza sul sistema e di poca o nulla informazione indipendente.

E’ dunque essenziale che, da una politica fatta per la sanità, si passi ad una politica per la salute. Obiettivi, tempi, spese, risultati devono essere programmati e misurati esclusivamente in termini di salute. E’ necessario invertire il processo: le scelte non devono essere fatte per soddisfare le esigenze interne della sanità, ma per soddisfare reali esigenze di salute dei cittadini. A questo scopo non serve aumentare ulteriormente il livello di spesa sanitaria: aumenti di spesa servirebbero solo a mantenere gli attuali equilibri interni; la sanità va invece costretta a ristrutturarsi secondo le esigenze di salute e la loro evoluzione (invecchiamento della popolazione, nuove opportunità di cura, nuovi contributi della ricerca…).

E’ essenziale invece colmare il deficit di informazione, la sua asimmetria e la sua dipendenza. Gli interventi sul modello di sistema devono dunque agire in questa direzione, creando e rendendo disponibili informazioni e valutazioni indipendenti in termini di salute su ogni protocollo e su ogni struttura.

Il sistema va aiutato e costretto a cambiare fissando obiettivi numerici, scadenzati nel tempo e misurabili. Va ridata dignità, potere e libertà di scelta effettiva al cittadino. Vanno ricondotte a normalità alcune anomalie di composizione (sulla spesa, sul personale, sul funzionamento) della realtà sanitaria italiana. In sintesi sono necessari politica di salute e governo della sanità.