Sanità in carcere

Lo stato emergenziale della realtà carceraria italiana è noto: detenuti ben oltre il numero massimo ospitabile; agenti di custodia sott’organico; medici, psicologi e operatori sanitari in numero irrisorio; l’emergenza è divenuta tragedia quotidiana. Dal 1998 alle Aziende sanitarie locali spetta la funzione di erogare le prestazioni sanitarie in carcere. La riforma della sanità penitenziaria stenta a dare i risultati attesi in termini di effettività del diritto alla salute dei cittadini detenuti, l’Associazione Luca Coscioni con il Partito Radicale e Radicali italiani promuove ogni iniziativa utile al miglioramento dei servizi prestati alla popolazione detenuta.

Lo stato tecnicamente illegale della realtà carceraria italiana è noto: detenuti ben oltre il numero massimo ospitabile; agenti di custodia sottorganico; medici, psicologi e operatori sanitari in numero irrisorio; l’emergenza è divenuta tragedia quotidiana. Lo ha ribadito il Presidente della Repubblica nel suo messaggio alle Camere lo scorso 8 ottobre dichiarando che “La rieducazione dei condannati – cui deve, per espressa previsione costituzionale, tendere l’esecuzione della pena – necessita di alcune precondizioni (quali la non lontananza tra il luogo di espiazione e la residenza dei familiari; la distinzione tra persone in attesa di giudizio e condannati; la adeguata tutela del diritto alla salute; dignitose condizioni di detenzione; differenziazione dei modelli di intervento) che possono realizzarsi solo se si eliminerà il sovraffollamento carcerario”.  Il trasferimento delle competenze sanitarie dal Ministero della Giustizia al Servizio sanitario nazionale e ai Servizi sanitari regionali infatti, anche se è stato definito con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell´1 aprile 2008, ad oggi ancora non è attuato pienamente, a discapito dei detenuti.

L’Associazione Luca Coscioni con il Partito Radicale e i Radicali Italiani promuove ogni iniziativa utile al miglioramento dei servizi prestati alla popolazione detenuta.

LA SALUTE DENTRO LE MURA (PARERE DEL CNB DEL 27 SETTEMBRE 2013)