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Fin dal 2004, anno di entrata in vigore della legge n. 40 in materia di procreazione medicalmente assistita (PMA), l’Associazione Luca Coscioni è intervenuta con numerose azioni volte ad affermare diritti costituzionalmente rilevanti. Prima fra tutte, la promozione del referendum per l’abrogazione parziale della legge 40 che, in seguito al mancato raggiungimento del quorum, ha condotto all’attivazione delle giurisdizioni di ogni ordine e grado su iniziativa e guida di Filomena Gallo. Da allora, avvocati, accademici e ricercatori sono stati costantemente coinvolti dall’avvocato Gallo per monitorare il livello di tutela dei diritti umani in Italia e intervenire in caso di lacune o abusi.

Le prime attività hanno infatti dato impulso a nuove azioni volte a garantire la tutela del diritto alla salute, alla scienza e all’autodeterminazione in molti campi: dall’assenza del reato di tortura nell’ordinamento italiano, alla mancanza di pari tutele per le coppie dello stesso sesso, all’inesatta applicazione della legge 194 sull’aborto, alle scelte di fine vita. Gli interventi sono avvenuti anche dinanzi alle giurisdizioni superiori internazionali, incluse la Corte EDU, il Comitato delle Nazioni unite per i diritti economici, sociali e culturali, la Corte interamericana per i diritti umani e la Corte costituzionale colombiana.


L’obiettivo è sempre stato lo stesso: creare un nucleo di esperti che fosse punto di riferimento per la conoscenza dei diritti umani e degli strumenti azionabili per la loro piena tutela.


Siamo ancora qui e oggi raccontarci è semplice, ci conosciamo già. 

Siamo studiosi, ricercatori, avvocati, professori, siamo cresciuti nel diritto e al diritto tendiamo in ogni nostra azione. Abbiamo studiato, letto, scritto e parlato di come ragionare sulle irragionevolezze del proibizionismo e restituire a ogni individuo la facoltà di pensare, operare, scegliere autonomamente della propria vita. 

Siamo stati nei tribunali, nelle università e nelle piazze per ottenere la cancellazione di alcuni dei divieti imposti dalla legge 40 del 2004. 

Abbiamo difeso i nostri diritti dinanzi al giudice e usato il nostro corpo per superare le barriere architettoniche con cui ci avevano immobilizzato. 

Abbiamo girato il mondo per ribadire il diritto all’aborto, alla fecondazione assistita, alla ricerca scientifica e ai benefici della scienza. Per ricordare che la droga e il suo utilizzo sono un binomio imperfetto senza una legge e che la ricerca guida in direzione di “terapie stupefacenti”. 

Abbiamo disobbedito in modo civile e nonviolento affinché a nuove circostanze corrispondessero nuove domande, altre risposte. 

Ci conosciamo già perché nei tribunali, nelle università e nelle piazze eravate e siete insieme a noi, singoli in un gruppo che da anni dedica tempo, energie, scelte, studio e lavoro alla difesa dei diritti umani fondamentali. Ci (ri)presentiamo oggi per ripercorrere le tappe conquistate ed essere ancora punto di riferimento per i nostri spazi di libertà. 

Per la responsabilità di essere liberi. 

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Scriveteci a: giuristi@associazionelucacoscioni.it