Gestazione per altri

Se le circostanze impedissero a una persona o a una coppia di portare avanti una gravidanza, cosa ci sarebbe di immorale nell’avere un figlio in un altro modo, ovvero affidando la gestazione a un’altra donna che, consapevolmente e al riparo dalla legge, decide di dare alla luce una vita?

Maternità surrogata in Italia

La legge 40 vieta severamente la gestazione per gli altri o maternità surrogata, per l’Associazione Luca Coscioni, invece, il desiderio di avere un figlio, anche con le nuove pratiche che la scienza e la società mettono a disposizione dei cittadini, dovrebbe ricadere in quegli interessi di un individuo che uno Stato dovrebbe tutelare.

Il termine  “surrogazione di maternità” o “gestazione per altri” (GPA) si riferisce a una forma particolare di fecondazione assistita: una donna porta avanti una gravidanza per un’altra persona o una coppia eterosessuale od omosessuale. In entrambi i casi la portatrice non sarà, biologicamente e legalmente, l’effettivo genitore del bambino, bensì i genitori intenzionali che hanno fatto ricorso alla GPA che saranno a tutti gli effetti genitori.

Il comma 6 dell’art. 12 della legge 40 vieta, come detto, questa pratica sostenendo che “Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro”.

L’Associazione Luca Coscioni ritiene che questo divieto sia oppugnabile sia giuridicamente che eticamente.

Innanzitutto l’art. 12, al comma 6, viola i diritti costituzionalmente garantiti (salute, uguaglianza – secondo comma art. 3, famiglia) e inoltre non è chiaro nell’esposizione: non si comprende infatti se la  surrogazione di maternità sia vietata sempre o solo se sia “commerciale” e per di più manca la definizione di utero surrogato.

I detrattori di tale pratica sostengono che sessualità e procreazione sono inscindibili, che tale atto svilisce la dignità della donna, nel corpo – in quanto considerata solo una incubatrice –  e nella mente –quando abbandonerà il concepito avuto in grembo per nove mesi.

Surrogazione di maternità secondo noi

L’Associazione Luca Coscioni, invece, ritiene, che le innovazioni in campo genetico, a cui è scientificamente e socialmente lecito potersi adeguare,  propongono situazioni nuove e diverse nelle quali l’evento della nascita prescinde dall’accoppiamento, in cui la fecondazione  cessa anche di essere  un fatto naturale e spontaneo, frutto dell’atto sessuale dell’uomo e della donna. E in ciò è difficile ravvisare una lesione della dignità della donna che non corrisponde al diritto di proprietà sul suo corpo, ma alla sua libertà di poterne disporre in piena autonomia.

Gestazione per altri: normative a confronto

Conferenza Stampa di Presentazione PDL su Gestazione per Altri