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Appello di scienziati e accademici per portare a 400 mln di euro l’anno i “PRIN”

Per rilanciare la ricerca scientifica italiana, l’opportunità della legge di bilancio non deve andare sprecata.

E’ pensiero pressoché unanime che gli investimenti in ricerca scientifica di base e innovazione siano un fattore cruciale per migliorare il benessere ed espandere la libertà delle future generazioni. Il ruolo delle istituzioni pubbliche è fondamentale sia per garantire regole che incentivino la ricerca pubblica e privata, sia per assicurare un adeguato finanziamento ai progetti, in particolare per la ricerca di base. Purtroppo, nonostante il consenso generale sull’importanza della ricerca e sulle carenze del sistema Italia, quando giunge il momento di decidere sul bilancio dello Stato gli investimenti in conoscenza non riescono ad affermarsi come priorità.

Noi proponiamo che la dotazione dei PRIN (Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale) sia portata dalla attuale cifra di 32 milioni di Euro l’anno (92 milioni su 3 anni) alla cifra di 460 milioni di euro l’anno. Tale decisione immediata segnerebbe l’avvio di un nuovo corso, e farebbe dell’Italia un Paese che investe in conoscenza al pari delle altre grandi economie fondate sul sapere, e certamente innescherebbe un confronto anche sulle modalità più efficaci per l’assegnazione competitiva dei fondi e sulle altre regole decisive per attrarre scienziati e capitali stranieri.

Quattrocento milioni di Euro all’anno sui Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale avrebbero un enorme impatto positivo sul sistema della ricerca di base, al tempo stesso causando un impatto negativo relativamente modesto sulle casse dello Stato. Infatti,la spesa potrebbe essere coperta dalla riduzione di incentivi a pioggia alle persone e alle imprese (incentivi che si sono dimostrati inadatti a produrre un effetto sistemico quale invece la ricerca indiscutibilmente determina).

Primi firmatari:
Michele De Luca, Gilberto Corbellini, Giulio Cossu e Roberto Defez, a nome dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica

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