Carta del 24 gennaio - Firma ora
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Il testo dell’appello è il frutto del convegno, tenuto alla Camera all’inizio dell’anno e intitolato “Biotecnologie che aiutano l’agricoltura”, che aveva come obiettivo il superamento del dibattuto ideologico in tema di ricerca attraverso un confronto con rappresentanti istituzionali, scienziati e portatori d’interesse in un contesto di dialogo costruttivo

Considerato che:

  • la ricerca scientifica, in generale, produce risultati conoscitivi e applicativi che migliorano la qualità della vita e dell’ambiente;
  • il diritto alla libertà di ricerca scientifica e di accesso ai risultati è garantito dalla Costituzione Italiana e in particolare dalla Convenzione ONU per i diritti economici e sociali (Carta dei diritti fondamentali: articolo13 Libertà di scienze; Art 3 (3) del TUE: l’UE promuove il progresso scientifico e tecnologico; Art 173 TUE: favorire un migliore sfruttamento del potenziale industriale delle politiche d’innovazione, di ricerca e sviluppo tecnologico);
  • in campo agroalimentare la ricerca scientifica e le sue applicazioni ha storicamente consentito spettacolari avanzamenti quantitativi e qualitativi per rispondere alle crescenti domande alimentari;
  • limitazioni alle innovazioni tecnologiche possono rendersi indispensabili al fine della promozione della salute umana, dell’ambiente e della biodiversità, sulla base di valutazioni scientifiche rigorose, che dimostrino i possibili danni e siano scevre da pregiudizi ideologici di qualsiasi segno o natura
  • a tal fine, sono fattori fondamentali sia la divulgazione delle conoscenze scientifiche pertinenti, sia il dialogo tra la comunità scientifica da una parte e, dall’altra, i cittadini e i responsabili istituzionali

i convenuti presso la Camera dei Deputati il 24 gennaio 2017 auspicano:

  • che il governo italiano investa nella ricerca scientifica delle cosiddette biotecnologie verdi anche attraverso la tecnica della correzione del genoma (genome editing)
  • che l’Unione europea sottragga tale ricerca ai divieti attualmente imposti per i cosiddetti Organismi Geneticamente Modificati, concentrando la regolamentazione sul prodotto e non sul processo
  • che le istituzioni di ogni livello e la comunità scientifica investano sul confronto e il dialogo costante per valutare l’impatto delle nuove tecnologie in campo agroalimentare, coinvolgendo i cittadini nel rispetto dei principi fondamentali della democrazia liberale
  • che il Governo si impegni per consentire la sperimentazione in pieno campo dei prodotti della ricerca scientifica sulle nuove biotecnologie in modo da non accumulare ritardi incolmabili con i principali Paesi sviluppati
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