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All’attenzione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR)

Nel testo delle Linee Guida Nazionali emanate dal MIUR denominate: “Educare al rispetto: per la parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le forme di discriminazione”, uscite a fine ottobre 2017, abbiamo riscontrato gravi affermazioni e gravi lacune.

Vi si legge:

“….tra i diritti e i doveri e tra le conoscenze da trasmettere non rientrano in nessun modo né le “ideologie gender” né l’insegnamento di pratiche estranee al mondo educativo.”

ed inoltre:

“….riguardo a una presunta possibilità di inserimento all’interno dei Piani dell’Offerta Formativa delle scuole la cosiddetta “Teoria del Gender”, che troverebbe attuazione in pratiche e insegnamenti non riconducibili ai programmi previsti dagli attuali ordinamenti scolastici”.

C’è subito un grave e grande problema: la “teoria gender” e le “ideologie gender” non esistono e non c’è nessuno che le sostenga. Si tratta, infatti, soltanto di uno spauracchio inventato dalla fazione più integralista e retrograda di alcuni settori politici e religiosi per confondere e spaventare l’opinione pubblica e diffondere odio nei confronti delle minoranze trans e non binarie.

Dato che la “teoria gender” non esiste, chi stabilirà cosa lo è e cosa non lo è? E’ evidente che si tratta di un modo subdolo e pretestuoso di ingerenza religiosa ed ideologica per impedire alle persone trans e non binarie di essere “raccontate” ed ascoltate nel mondo della scuola.

La “teoria gender” non esiste ma esistono, invece, le persone transgender, transessuali e non binarie, fanno parte della società e non ne devono essere escluse.

Difatti stupisce e fa arrabbiare, inoltre, non trovare nelle suddette linee guida nazionali nessun passaggio riguardo alla lotta all’omofobia e alla transfobia, alla lotta contro il bullismo omotransfobico, all’insegnamento della conoscenza dei fenomeni e della storia delle minoranze sessuali, all’educazione al rispetto di tali minoranze e all’aiuto e al sostegno di chi, bambino o bambina, ragazzo o ragazza, si trova a vivere la condizione di minoranza sessuale. Le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, transgender, intersessuali e non binarie esistono, hanno i loro diritti in quanto persone, e devono essere rispettate e tutelate insieme ai loro diritti. Anche il MIUR deve farsene una ragione.

Nel testo delle linee guida si legge, inoltre:

“….noi siamo relazione prima che individui. È un modello antropologico relazionale che ha implicazioni molto diverse sul piano culturale, educativo, politico, rispetto ad un modello individualista. Questo modello, tuttavia, non ha trovato adeguata rappresentazione simbolica nella storia della cultura occidentale.”

Anche queste affermazioni non sono affatto condivisibili. Noi tutti, in quanto persone, siamo prima di tutto individui. Come persone siamo esseri coscienti (autoconsapevoli), pensanti e di intelletto elevato rispetto alle altre forme di vita dotate di coscienza. Proprio tali caratteristiche ci rendono persone, e, quindi, individui. Viva l’individuo e la sua libertà. Sono la libertà e i diritti dell’individuo a dover essere tutelati e a dover incidere sui piani culturale, educativo e politico.

Cosa Chiediamo noi sottoscritti

Per tutti i motivi e le considerazioni appena espresse siamo convinti che il MIUR abbia preso una posizione sbagliata schierandosi con frange integraliste della società negando il valore intrinseco dell’individuo quale persona e avvalorando l’esistenza di una teoria irreale e fasulla come quella “Gender” ideata come spauracchio dagli stessi gruppi integralisti per attaccare le persone transgender, transessuali e non binarie e screditare le associazioni che si battono per i diritti delle persone LGBT.

Chiediamo pertanto il ritiro immediato delle suddette Linee Guida da parte del MIUR, che questo metta al centro l’individuo ed ascolti le giuste istanze del movimento LGBT, anche dando seguito, relativamente alle seconde, alle risoluzioni del Parlamento Europeo del 26 aprile 2007 sull’omofobia in Europa e del 24 maggio 2012 sulla lotta all’omofobia in Europa.

Chiediamo, inoltre, che il MIUR si faccia carico di una corretta informazione nella scuola sulle tematiche LGBT attraverso la formazione dei docenti e l’istruzione degli studenti; in attesa che il Parlamento Italiano decida di varare una legge contro l’omotransfobia o ad estendere la legge Mancino alle manifestazioni di odio a sfondo omotransfobico ed ai reati ad esso collegati.

Sarebbe auspicabile, infine, che il MIUR adottasse linee guida sul tema della lotta all’omotransfobia per sensibilizzare dirigenti scolastici, insegnanti, studenti e genitori sull’inclusività delle minoranze, anche sessuali, e sul rispetto e la valorizzazione di ogni forma di diversità.

Primi firmatari dell’appello:

Desideria Mini Presidentessa della “Cellula Coscioni Firenze”, articolazione territoriale fiorentina dell'”Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica”; “Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica”; Associazione “Firenze Radicale – Per gli Stati Uniti d’Europa”.

Valentina Piattelli Ex Tesoriera della “Cellula Coscioni Firenze”, articolazione territoriale fiorentina dell'”Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica”; “Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica”; Associazione “Firenze Radicale – Per gli Stati Uniti d’Europa”.

Fabio Bracciantini Attivista LGBT, Liberi e Uguali-Firenze.

 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.

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