INTERVISTA A GIORDANO BRUNO GUERRI

VOGLIO UNA DESTRA RADICALE

Di Josè De Falco, Simona Nazzaro

Forza Italia ha espresso finora una destra conservatrice,io la voglio innovatrice. Ma anche la sinistra non è sensibile alle libertà individuali

In un suo recente articolo pubblicato su "Il Giornale", dal titolo "La rivoluzione del partito laico", lei ha espresso la necessità che Forza Italia faccia propria una nuova identità che ruoti sul "trinomio individuo, libertà, evoluzione sociale". Cosa intende per evoluzione sociale? E come mai ha portato ad esempio i temi dei Pacs e la ricerca sulle cellule staminali?

«Evoluzione sociale significa seguire l'avanzamento della società e dei suoi problemi reali, senza fissarsi su vecchie ideologie, o su vecchi modi di pensare e modi di vivere. Forza Italia pur essendo un partito di destra, si deve distinguere dalla destra tradizionale, quella per intenderci di AN o dell'UDC, cercando di essere una destra moderna. Una destra moderna non può che essere, come io dico, liberale, liberista e libertaria. Ho fatto l'esempio dei Pacs e della ricerca sulle cellule staminali proprio perché sono dei temi particolarmente sensibili in questo momento; sui quali Forza Italia ha espresso posizioni che sono di una destra conservatrice, mentre Forza Italia deve essere una destra rinnovatrice, in senso radicale».

Non crede che con le nuove elezioni gli elementi più liberali di Forza Italia siano stati un po' emarginati; e quindi siamo quasi nell'involuzione rispetto alla direzione che lei ha preconizzato?

«Sì, rispetto alle ultime elezioni non c'è dubbio. Quel che è avvenuto all'interno di Forza Italia, e lo stesso mancato appoggio reale al gruppo dei "Salmoni", ne è la prova. Io mi auguro che questi cinque anni, perché saranno cinque anni di opposizione, servano a capire che se la destra ha perso, ha perso anche perché c'è una necessità di una destra moderna. I voti che Forza Italia non ha avuto, che la destra non ha avuto, sono i voti dei radicali, di Pannella e i voti di quanti oscillando tra destra e sinistra, hanno scelto quella che sembra una sinistra più moderna, più innovativa. Non credo che si sia trattato di motivi di politica economica».

Invece a proposito di maggioranza: crede che queste tematiche saranno mai territorio comune del costituendo partito democratico?

«Non mi sembra che la sinistra sia particolarmente sensibile alle libertà individuali. Anche gli ultimi provvedimenti che ha preso non sono orientati in questa direzione. Io me lo auguro e mi auguro che i radicali a sinistra svolgano questa funzione, che riescano ad imporla. Personalmente mi sembra che il diritto dell'individuo, delle sue prerogative, della sua unicità e della sua indipendenza dallo Stato, almeno teoricamente, dovrebbero essere difese più dalla destra».

Quanto la Chiesa riesce a imporre i suoi dogmi e i suoi veti?

«Secondo me la Chiesa non ha bisogno di imporre niente. È molto diffusa in Italia fra i cosiddetti cattolici, che poi spesso sono cattolici solo di forma, l'auto-castrazione e l'auto-censura. Non credo che Ruini alzi il telefono se non per grandi problemi, o con i Segretari. C'è un'auto-censura, ahimè, palese»

È una sudditanza psicologica o di valori autonomi, cioè di indipendenza del ceto politico?

«Sono la stessa cosa mi pare. Credo che siano tutte e due le cose».

Lei ha scritto parole molto chiare a favore, in particolare, del testamento biologico.

«È un'indispensabile atto di civiltà. Io mi trovo nel silenzio assoluto della destra, perché non si è espresso proprio nessuno. Sono fautore dell'iniziativa di Veronesi, come un diritto veramente elementare del cittadino. Per paradosso vorrei dire che dovrebbe essere quasi obbligatorio il testamento biologico. Ovviamente non sono per l'obbligatorietà di niente, lo dico solo per rafforzare il concetto. L'individuo, quanto meno, dovrebbe disporre della sua morte. Mi sembra un diritto elementare».

Mercoledì, 31 ottobre, 2007 - 15:56

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