Vita Indipendente da usl e burocrazie

di davide cervellin

Il Nomenclatore Tariffario DM 332/99 che doveva essere riformato a partire dal 1 gennaio 2001, e che il Governo Berlusconi in nessun modo è riuscito a rinnovare, risulta sbagliato e superato sia perché non tutela in nessun modo il legittimo diritto delle persone disabili a conquistare un qualche possibile livello di autonomia e vita indipendente, sia perché con un impianto burocratico e farraginoso determina un'enorme dispersione di risorse per la sua applicazione. La quantificazione approssimativa della spesa annua derivante dal Nomenclatore Tariffario è di 1,5 miliardi di euro, ovvero poco meno di 3 mila miliardi di vecchie lire, di cui la gran parte viene spesa per materiali di consumo (pannoloni, plantari, scarpe ortopediche, ecc...) e solo una minima parte, non più di un centinaio di milioni di euro, per tecnologie compensative, per carrozzine, strumenti per la comunicazione o la vita indipendente.

Chi ha necessità degli ausili come previsto dal Nomenclatore è una persona che ha già una certificazione di invalidità pertanto ogni ulteriore visita o atto prescrittivo che coinvolga i medici specialisti risulta una ridondanza, una inutilità, una formalità burocratica onerosa e superflua. Tutte le attività volte all'approvvigionamento degli ausili da parte delle Asl (bandi di gara, licitazioni private, iscrizioni all'albo fornitori, ecc...) non garantiscono in nessun modo la pubblica amministrazione dalla qualità e congruità economica e funzionale dell'acquisto e tanto meno tutelano ed assicurano la persona disabile sulla reale efficacia ed obiettiva utilità dei sussidi e presidi assegnati e forniti. In particolare, la generica e quasi spasmodica ricerca di acquistare da parte delle Asl gli strumenti al prezzo più basso (vedi ultime gare Asl di Milano, Lecce, Rovigo, solo per citarne alcune di questi mesi) determina delle lungaggini incredibili nell'espletamento della procedura con conseguente interruzione del servizio pubblico alla persona e, quel che è peggio, la mera valutazione economica favorisce la fornitura di strumenti che mancano spesso dei requisiti elementari. La pubblica amministrazione sta determinando, spero involontariamente, lo svilupparsi di un mercato dove al di fuori di ogni regola i più furbi fanno affari mentre le aziende organizzate e strutturate per operare in termini di legge vengono pian piano sospinte alla chiusura. Si assiste poi a un intreccio pericoloso di interessi di alcune associazioni di disabili con alcune ditte fornitrici, tanto che vengono dati ausili (dattilobraille, videoingranditori, stampelle, ecc...) alle persone che non ne faranno mai uso né ne avrebbero mai fatto richiesta se non sollecitate, tutto questo generando una spesa inutile. La mancanza di un quadro normativo certo fa sì che le differenti Asl adottino procedure e modalità interpretative della legge molto difformi. Questo ha generato negli ultimi cinque anni una disparità di trattamento inaccettabile nei confronti di cittadini aventi le stesse disabilità ma residenti su territori di Asl differenti. Risultando impossibile immaginare di organizzare in maniera efficace il servizio di erogazione delle tecnologie compensative attraverso il sistema sanitario territoriale, le Asl, si propone una riforma radicale che tenga conto degli elementi di criticità evidenziati nei punti precedenti e del fatto che la persona disabile è unica sia che sia fanciullo e frequenti la scuola, sia adulto e debba lavorare e debba avere una vita sociale o sia anziano e debba mantenere il più alto livello possibile di autosufficienza e di autodeterminazione. La proposta è quella di realizzare un testo unico per la vita indipendente che faccia riferimento a un fondo apposito (Fondo per la vita indipendente).

Le persone disabili una volta certificate devono disporre di una Carta della Vita Indipendente con la quale possono acquistare, fino ad un valore massimo di euro stabiliti, beni e servizi per la loro vita indipendente presso organizzazioni e ditte che dovranno essere autorizzate da un apposito organismo regionale. Questo nuovo rivoluzionario modo di approcciare la materia contribuirà ad innalzare i livelli di consapevolezza e di maturazione del diritto di cittadinanza della persona disabile, a qualificare e ridurre la spesa, a sburocratizzare e rendere più efficiente la struttura sanitaria. Con questa modalità possono essere recuperate molte risorse umane per l'erogazione dei servizi domiciliari alla persona, per l'attività di contrasto degli abusi (controllare che gli strumenti abbiano le certificazioni di sicurezza ed i software dispongano delle licenze ufficiali), per iniziative di prevenzione secondaria e terziaria. Il testo unico e la Carta della Vita Indipendente finalizzerebbero in maniera adeguata le risorse economiche trasferendo correttamente la responsabilità sulla persona disabile, sulla sua famiglia, senza che vi sia più l'alibi del "di chi è la competenza" e senza che tante preziose risorse vengano disperse in personale e procedure che mortificano ed umiliano il desiderio di normalità di tanti cittadini disabili.

Mercoledì, 28 novembre, 2007 - 13:54

Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it