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In data 17 gennaio 2008, infine, grazie all'iniziativa dei radicali ed in particolare della deputata Donatella Poretti, le commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera hanno approvato un emendamento per consentire la conservazione per uso autologo anche presso strutture private: con il voto finale sulla conversione in legge del decreto Milleproroghe, l'Italia si è allineata al resto dei Paesi in materia di conservazione del cordone ombelicale e delle cellule staminali.
La formula di compromesso adottata è quella dell'autologa solidale, che permetterà di avere più cordoni ombelicali conservati in strutture pubbliche o private, senza oneri per il Sistema Sanitario Nazionale, e previo consenso ad una successiva donazione per trapianto in caso di necessità. Da una parte si consentirà così di conservare un maggior numero di cordoni ombelicali e dall'altra di avere queste staminali disponibili per successivi trapianti allogenici. Un'opportunità economica e di crescita anche per le strutture pubbliche e private che potranno trarre profitti da un gesto importante come quello della conservazione di queste preziose cellule, vere e proprie salvavita per combattere malattie del sangue molto gravi. Occorrerà vigilare ancora perche' questa norma venga attuata e quindi rispettata. Nel testo del Milleproroghe, infatti si rimanda per la regolamentazione e per il coordinamento tra Centro nazionale trapianti e Centro nazionale sangue ad un decreto da emanare entro il mese di giugno 2008, con il quale creare anche quella rete di banche pubbliche e private per la conservazione del cordone, già prevista dalla legge sul sangue (legge 219/2005). Purtroppo, anche a causa della fine anticipata della legislatura, la scadenza è stata ulteriormente spostata al 28 febbraio 2009 con un decreto legge del Governo Berlusconi, e così fino a quella data resta in vigore l'ordinanza ministeriale che vieta la conservazione autologa in Italia e la consente all'estero.

Mercoledì, 5 gennaio, 2011 - 14:19

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