CELLULE STAMINALI

Totipotenza: l’ultimo tabù

di ANTONINO FORABOSCO

Il nuovo imbroglio terminologico per mantenere il proibizionismo sulle staminali

Il settimanale americano Time ha posto al top-ten delle scoperte scientifiche che più hanno caratterizzato il 2007, la produzione delle cosiddette "staminali etiche" che è stata ottenuta - dal gruppo giapponese dell'Università di Kyoto e da quello americano dell'Università del Wisconsin a Madison - trasformando delle cellule somatiche umane (adulte) in cellule staminali pluripotenti (hiPSCs: human induced pluripotent stem cells). In effetti, questa scoperta offre alla medicina rigenerativa una via alternativa - a quella della clonazione terapeutica - per disporre di cellule staminali pluripotenti "autologhe", senza per questo dover ricorrere a degli oociti umani e quindi senza sollevare problemi etici (Lewitzky M. & Yamanaka S. (2007) Reprogramming somatic cells towards pluripotency by defined factors Curr Opin Biotechnol. 18,467-73). La Associazione cattolica Scienza & Vita ha così commentato, nel suo sito web, questo risultato: "...la scoperta effettuata dai ricercatori giapponesi che avrebbero riprogrammato le cellule adulte, portandole ad uno stato di pluripotenza e non di totipotenza come le cellule embrionali, sembrerebbe un'autentica svolta". In pratica, non riconosce alle hiPSCs la medesima potenza biologica delle cellule staminali embrionali umane (hESCs: human embryonal stem cells) e, nel medesimo tempo, assegna alle hESCs la totipotenza. Per i cattolici queste conclusioni non sono di poco conto: se hESCs sono totipotenti, allora ciascuna di esse può essere ancora considerata un embrione e quindi una persona umana che non può essere sacrificata alla ricerca. Le hiPSCs possono, per contro, essere utilizzate per la ricerca non essendo riconosciute come totipotenti. I dati scientifici a nostra disposizione non concordano con queste conclusioni. E' pertanto utile - ed ancora attuale - precisare quelle che sono le potenzialità biologiche che la comunità scientifica riconosce alle hESCs ed alle hiPSCs, onde evitare che l'opinione pubblica sia ancora ulteriormente manipolata in questa materia. La "potenza"delle cellule staminali embrionali La comunità scientifica (Smith A. (2006) A glossary for stem-cell biology Nature 44,1060) distingue le cellule staminali in: 1. totipotenti : quelle che, da sole, sono in grado di portare alla nascita di un nuovo individuo; 2. pluripotenti: quelle che non sono invece in grado, da sole, di portare alla nascita di un nuovo individuo, ma possono dare origine a tutte le linee cellulari che compongono il suo corpo e mantengono inalterata nel tempo la loro attività proliferativia - questo significa che sono immortali e non invecchiano; 3. multipotenti: quelle che sono in grado di dare origine a tutte le linee cellulari di un individuo ma hanno perso, oltre alla capacità di portare alla nascita di un nuovo individuo, anche l'immortalità e sono quindi soggette all'invecchiamento. Nei mammiferi, il processo di sviluppo inizia con lo zigote e prosegue con la morula e cioè con la formazione, per progressive divisioni dello zigote, di un gruppo di cellule - i blastomeri - che sono morfologicamente libere e funzionalmente indipendenti fra loro. Ciascun blastomero è in grado di portare alla nascita di uno o più individui completi: i blastomeri, come lo zigote, sono quindi cellule totipotenti. Nella fase di sviluppo immediatamente successiva alla morula, i blastomeri posti al suo esterno si connettono fra loro dando origine alla blastocisti, una sfera cava costituita da un rivestimento esterno di cellule - il trofoblasto - e da un gruppo interno di cellule - la massa cellulare interna. Le cellule del trofoblasto daranno origine ai tessuti della membrana coriale, il più esterno degli annessi embrio-fetali, dal quale si forma poi anche la placenta. Dalle cellule della massa cellulare interna si forma, invece, il corpo del nuovo individuo. Le cellule che formano questo corpo sono dette cellule somatiche. Le cellule staminali embrionali (ESCs - embryonal stem cells) si ottengono dalla massa cellulare interna della blastocisti dei mammiferi. Si sono rivelate immortali ed in grado di dare origine a tutte le linee cellulari del corpo di un individuo. Questa competenza riguarda anche quella di dare origine alle linee germinali e, come si è recentemente dimostrato, pure ai tessuti trofoblastici. E' invece ampiamente dimostrato - e va rimarcato - che le ESCs possono formare il corpo dell'individuo solo se vengono immesse all'interno di una blastocisti e che quindi queste cellule non dispongono della capacità di formare, da sole, tale corpo. Non possedendo, perciò, la totipotenza dei blastomeri, le ESCs sono considerate cellule staminali pluripotenti. La "potenza"delle cellule staminali embrionali umane Come le ESCs, le hESCs sono derivate dalle cellule della massa cellulare interna di blastocisti umane. I numerosi studi ai quali esse sono state sottoposte hanno costantemente concluso che le hESCs possiedono, in vitro, le medesime potenzialità biologiche delle ESCs degli altri mammiferi. Per evidenti ragioni etiche, la sperimentazione di generare individui umani - attraverso la immissione di hESCs in una blastocisti umana preimpianto - non è stata effettuata : non vi è, quindi, dimostrazione scientifica che ciascuna di esse sia in grado di portare, da sola, alla nascita di un individuo umano. Di conseguenza, non è scientificamente corretto assegnare alle hESCs quella totipotenza che farebbe di esse delle cellule biologicamente uguali allo zigote o ai blastomeri. Per contro, non vi è alcuna ragione biologica per ritenere che le hESCs, se immesse all'interno di una blastocisti umana, si comporterebbero in modo diverso dalle ESCs degli altri mammiferi. Per questo la comunità scientifica considera le hESCs delle cellule pluripotenti. E' stato dimostrato che le cellule pluripotenti riprogrammate dalle cellule somatiche del topo, hanno la medesima potenza biologica delle ESCs murine. Al momento attuale, non vi è dunque motivo per ritenere che, similmente, le ihESCs abbiano una potenza diversa di quella delle hESCs (Niwa H. ( 2 0 0 7 ) How is pluripotency determined and maintained? Development 134, 635-646). Conclusione Le potenzialità biologiche che la comunità scientifica riconosce alle hESCs non sono quindi quelle che Scienza & Vita ha loro assegnato. Ma se non sono totipotenti perchè allora dichiararle tali? La risposta a questa domanda è molto semplice: considerato il successo che si è registrato con l'embrione, divenuto in Italia un tabù etico che è ormai molto difficile distruggere, si intende ripetere l'operazione con queste cellule in modo da rendere più forti e praticamente intoccabili i divieti sulla loro ricerca. Chiaro è anche l'obbiettivo dei g r u p p i cattolici italiani che si riconoscono nella Associazione Scienza & Vita: costringere il governo italiano a mantenere il blocco dei fondi per le ricerche con le hESCs e per destinare ancora alle cellule staminali adulte tutti i fondi stanziati. Io credo che - per la grande importanza che le ricerche con le hESCs hanno ai fini della medicina rigenerativa - ci si debba tutti impegnare affinché questo non succeda

Venerdì, 4 gennaio, 2008 - 16:22

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