libertà di parola


Libertà di parola e di lettura: ce l'abbiamo fatta!

di Rocco Berardo

Con il semplice movimento degli occhi posso selezionare intere parole su una tastiera virtuale,visualizzata sullo schermo ed in questo modo scrivere i miei pensieri,trasformati poi, in voce da un sintetizzatore vocale.Gli occhi sono oggi,lo specchio della mia,della nostra battaglia di libertà.Gli occhi mi portano a cercare oltre i confini visibili del loro movimento ed arrivare laddove la mia debolezza,la mia paura,la mia sofferenza,la sclerosi laterale amiotrofica,non mi permettono di andare.Il progetto "Libertà di parola"può essere considerato il cuore pulsante dell' Associazione,e lo è sin dalla sua nascita,perché restituire la parola a chi ne è stato privato, rappresenta un diritto umano fondamentale.

La recensione

"Lo scafandro e la farfalla": trionfo non trionfalista della libertà

di Gianfranco Cercone

Una storia vera, poi un libro, alla fine un film: l’uomo che supera il buio con la scrittura

La locandina del filmLa locandina del filmCi sono film che ci invitano a entrare nel mondo che descrivono, usando le lusinghe della seduzione. Un buon tramite, in questo caso, può essere un protagonista giovane, bello, ricco e fortunato, con il quale ci identifichiamo volentieri. Altri film, invece, più impopolari, usano, allo stesso scopo, la violenza. E il tramite può essere un protagonista con cui abbiamo perfino paura di identificarci. Mi sembra quest'ultimo il caso dello "Scafandro e la farfalla" di Schnabel.

Quanto deve aspettare ancora Giuseppe Pulcini?

di Tommaso Ciacca*, Francesco Pullia**, Francesco Pellegrino***

A Terni, la cellula Coscioni denuncia la burocrazia che nega il diritto di parola ai malati.

Ci sono patologie (la SLA è una di queste) che aggrediscono il sistema neuromuscolare e rendono i malati prigionieri del proprio corpo, limitando progressivamente ogni movimento sino ad impedire loro di parlare e manifestare all'esterno volontà, pensiero, sentimenti e scelte. Eppure queste persone mantengono viva la loro intelligenza e ancor più vivace la volontà di colloquiare e interagire con gli altri.

26 gennaio La Sanità regionale e la parola data

Giuseppe Pulcini è tra coloro che possono e beneficiare di sistemi tecnologicamente avanzati in grado di sfruttare piccoli movimenti residui (alla fine il solo movimento oculare) per comandare un computer e dunque parlare (tramite un software di sintesi della voce), scrivere, leggere e spedire e-mail, comporre documenti, navigare in internet, esprimere volontà in modo chiaro e diretto.

La sinistra italiana è preda di un drammatico vuoto culturale

Genetica, omosessualità e fesserie di sinistra

di gilberto corbellini

Gilberto Corbellini: membro del Comitato Nazionale di Bioetica, Professore ordinario di Storia della Medicina all’Università “La Sapienza” di Roma, è co-Presidente dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica.

Una cosa giusta anche Bertinotti l'ha detta: la sinistra italiana è preda di un drammatico vuoto culturale. E, si può aggiungere, le poche idee che circolano sono confuse o sbagliate. Peraltro, Bertinotti ha dimostrato in più di un’occasione di essere lui tra i molto confusi. In modo particolare quando, si spera per meri interessi elettoralistici, ha giudicato meritevoli di attenzione culturale le schiocchezze di un personaggio scientificamente impresentabile come è Massimo Fagioli.

Amore civile e mitologia familiare

di Enrichetta Buchli

Enrichetta Buchli Filosofa, psicoanalista, diplomata all’Istituto Jung di Zurigo, didatta e docente della Scuola di Psicoterapia. Ha lavorato all’Università Cattolica di Milano nel campo della Filosofia e delle Scienze dello Spettacolo, e in Rai. Attualmente collabora con la Cattedra di Storia del Teatro e scrive di clinica, cinema, teatro per numerose testate specialistiche. Per Baldini&Castoldi ha recentemente pubblicato: “Il mito dell’amore fatale”.

Gli esponenti ufficiali della chiesa hanno indetto una guerra santa, con tutti i crismi tradizionali della spinosa faccenda, contro chiunque sostenga la legittimazione giuridica di rapporti d’amore che prescinde, per volontà o necessità, da quella del matrimonio. Mi colpisce la presenza di un arcaico tono da santa inquisizione nelle invettive che leggo. Per altro assente quando si tratta di denunciare quelle forme di male assoluto che sconvolgono la coscienza morale di tutti, credenti e non – abusi, maltrattamenti, schiavitù, mafie e ingiustizie di ogni tipo, fame, degrado, e violenze efferate di ogni genere.

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