adriano lombardi


L’intervento che Adriano pronunciò in occasione secondo congresso dell’Associazione Coscioni, tenutosi a Roma il 21 e 22 gennaio 2004

Non ero radicale, lo sono divenuto da ammalato

di Adriano Lombardi

Mi presento, sono Adriano Lombardi; sono un ex calciatore, ma questo secondo me non è molto importante. Ho pensato di venire qui [al Congresso dell'Associazione Coscioni] a dare una testimonianza di quello che è la mia malattia, ma mi sembra non serio e non giusto parlare di quello che ho io. (...) Io sono molto contento di essere qui perché volevo conoscere e vedere da vicino Luca Coscioni. Per me è l'emblema di quello che dovremmo fare noi tutti in queste circostanze, soprattutto per uno come me che, fortunatamente, ha ancora la possibilità di parlare e di muoversi discretamente e per questo cerco di viaggiare il più possibile.

Ciao Adriano, campione di sport e di libertà.

di Marco Cappato, Rocco Berardo

Siamo riuniti all'Associazione Coscioni per parlare del prossimo Congresso di Salerno, delle presenze che sarebbero importanti. Il primo nome a cui pensiamo è Adriano Lombardi, nostro compagno, amico, Consigliere generale. Sappiamo che le sue condizioni sono gravi. Come tanti malati di sla e di malattie neurodegenerative, un giorno in più rappresenta un aggravamento delle condizioni. Pensiamo di far collegare da casa via internet, con delle webcam, i malati che non possono muoversi.

Commissione Sla, il nostro apporto

di Maria Antonietta Farina Coscioni

Dopo che diversi tribunali, sulla base del principio della libertà di cura, hanno condannato le ASL a dare gratuitamente un farmaco senza prove di efficacia, il Consiglio Superiore di Sanità ha bocciato il trattamento per la SLA con IGF1 e IGF-1/IGF BP3, poiché non sono disponibili i risultati che ne giustifichino l'impiego. Pur comprendendo l'atteggiamento del ministero, finalizzato a non creare pericolose e inutili illusioni tra i malati e le loro famiglie, e pur condividendo la necessità, sottolineata dal Professor Cesare Iani (Direttore dell'unità di neurologia al Sant'Eu- genio di Roma), di accertare con il massimo rigore e senza margini di dubbio se un recente episodio di morte improvvisa sia effettivamente da mettere in relazione alla sperimentazione del farmaco, ritengo che la lotta a una malattia che per ora non concede speranza vada combattuta sul piano psicologico oltre che su quello fisico.

Il tempo fugge, ma la Sla è più veloce

di Maria Antonietta Farina Coscioni

In memoria di Adriano Lombardi e Raimondo Tosti

Se ne vanno, in silenzio, in punta di piedi: quasi fossero timorosi di dare fastidio. E quasi non ci si accorge che non ci sono più, che se ne sono andati tra la sostanziale, generale indifferenza e sordità del mondo politico. Se ne sono andati nel giro di poche settimane uomini e donne vicini alla Associazione Luca Coscioni, Adriano Lombardi, Raimondo Tosti, Marilena Dalmino uccisi dalla sclerosi laterale amiotrofica.

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