Intervista a Anna Maria Carloni

Sul testamento biologico c'è da aspettarsi di tutto

di Gaia Carretta

Da "iscritta Coscioni", Carloni conferma l'impegno su legge 40 e direttive anticipate

Testamento biologico in Aula da settembre, task-force rosa bipartisan per l'occupazione femminile, battaglia sulla fecondazione assistita ("ma non facciamoci illusioni"), politica come strumento contro il degrado culturale, sono questi i punti che caratterizzeranno l'agenda parlamentare all'apertura di Palazzo Madama di Anna Maria Carloni, senatrice del Partito democratico, 53 anni, tra quei parlamentari che hanno scelto di iscriversi all'Associazione Coscioni. Nonostante la vacanza, la senatrice Carloni trova il tempo e la voglia per raccontare ad Agenda Coscioni la sua esperienza politica dagli esordi, quando "da ragazza" militava nel Partito comunista e faceva parte "del movimento studentesco femminista", all'esperienza di consigliere comunale a Bologna, fino ad arrivare "alla formazione del gruppo Emily con Franca Chiaromonte, una lista di sole donne che si sono presentate alle ultime elezioni provinciali di Napoli".Da quel momento, racconta, "sono tornata alla politica attiva con un impegno diretto con i Ds" da cui in realtà non si era mai allontanata, "avevo sempre bazzicato quell'ambiente" almeno come militante.
Nel 2006 la prima esperienza in Parlamento: "Le donne dei Ds, nella scorsa legislatura, mi hanno indicata come possibile eletta". Non si tratta quindi della solita moglie di, amica di, assistente di che ha caratterizzato molti nuovi nomi che hanno varcato la soglia di Palazzo Madama e di Montecitorio. Si può dire infatti che al Senato è Antonio Bassolino ad essere suo marito e non viceversa e forse la politica è stata solo galeotta. Impegnata sempre in prima linea sui temi femminili, Carloni non rimpiange nulla dell'esperienza delle lotte femministe del passato, anzi, afferma in maniera convinta che le ragazze di oggi "sono le nostre figlie, hanno un sistema di valori che si basa sulla propria indipendenza, frutto di conquiste della nostra generazione, ma anche di quelle del passato". Le donne di oggi però, "nonostante siano distanti dagli schemi ideologici del passato, sono scoraggiate, soprattutto al Sud e bisogna che ritornino a lottare". La politica, quindi, "deve essere vigile, per evitare di arrivare a livelli di regressione culturale".
Questo è il senso della sua azione e della sua mobilitazione, anche attraverso l'iscrizione all'Associazione Coscioni e alle sue battaglie. Come quella sulla fecondazione assistita, per cui, oltre ad aver appoggiato la battaglia per i referendum abrogativi, nella scorsa legislatura ha sottoscritto la proposta di Vittoria Franco, ripresentata subito dopo l'insediamento dei nuovi organi, ma, afferma, "non ci dobbiamo fare troppe illusioni su questo fronte, perché non c'è disponibilità in Parlamento".
Discorso diverso per ciò che riguarda il testamento biologico: "Almeno su quello al Senato abbiamo strappato un impegno". Racconta di aver presentato un suo testo di legge, ma di aver firmato e condiviso la proposta del senatore Ignazio Marino, perché "il suo testo mi convince e poi da cattolico è su posizioni assolutamente laiche e poi condivide molte delle battaglie dell'Associazione Coscioni", quasi fosse un patentino di garanzia.
A settembre quindi la proposta potrebbe approdare a Palazzo Madama: "Sulla mozione per Eluana il gruppo del Pd ha presentato un ordine del giorno che dovrebbe portare il disegno di legge sul testamento biologico in Aula, un provvedimento che già era stato studiato dalla commissione competente nella scorsa legislatura".
L'impegno quindi c'è e "sembrerebbe anche - spiega la senatrice del Pd - che ci sia la disponibilità per una discussione seria anche da parte delle forze cattoliche". Anche se ci si può aspettare di tutto, perché, ammette, "non siamo in un paese normale". In un paese normale, forse, non si dovrebbe creare una sorta di task-force rosa per discutere dei problemi dell'occupazione femminile, come invece succede in Italia, dove, su iniziativa di Emma Bonino, parlamentari donne di entrambi gli schieramenti si sono riunite per la prima volta lo scorso 1 agosto per delineare una serie di iniziative legate al lavoro, al welfare, alle pensioni. Si sono date appuntamento ai primi di settembre per presentare le prime proposte legislative, ma, spiega la senatrice del Pd, "il problema non è solo delle proposte" piuttosto "è la volontà politica" di creare le condizioni affinché "si comprenda che il tema dell'occupazione femminile è una questione che riguarda soprattutto i servizi". "Questa iniziativa - conclude la senatrice - ha il merito di mettere insieme persone determinate che in questi anni hanno cercato di smuovere qualcosa in questo paese e che sanno puntare i piedi per far sentire la propria voce".

Mercoledì, 10 settembre, 2008 - 13:38

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