Strata: “OK Mussi, una presidenza CNR trasparente”

Il Ministro per la Ricerca Mussi stravolge usi e costumi e, coadiuvato da un comitato di esperti di fama internazionale, nomina il fisico Maiani Presidente del CNR

"Onore al Ministro Mussi per la procedura adottata per l'elezione del Presidente del CNR". Così Piergiorgio Strata, Co-presidente dell'Associazione Coscioni e Ordinario di Neurofisiologia presso l'Università degli studi di Torino, accoglie entusiasta la notizia della nomina, da parte del Consiglio dei Ministri del 21 dicembre scorso, del fisico Luciano Maiani alla presidenza del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR). Quest'ultimo è il più grande ente pubblico di ricerca nel nostro paese. Suo compito istituzionale è quello di "svolgere, promuovere, diffondere, trasferire e valorizzare attività di ricerca nei principali settori di sviluppo delle conoscenze e delle loro applicazioni per lo sviluppo scientifico, tecnologico, economico e sociale del Paese". Con oltre 8.200 dipendenti, di cui 4.000 ricercatori, ed un contributo annuale di 550 milioni di euro stanziato a favore di decine di Istituti attivi nei principali settori della ricerca scientifica ed umanistica, il CNR è il volano della ricerca pubblica in Italia. Chi si appresta a guidare questa struttura? "Un nome di statura internazionale, quella di Maiani è una figura straordinaria". Fisico, Maiani ha iniziato la sua carriera a metà degli anni '70 con una cattedra in fisica teorica all'Università di Roma La Sapienza. Nel 1993 è poi divenuto presidente dell'Istituto Nazionale di fisica nucleare e nel 1997 è stato nominato presidente del Centro Europeo per le ricerche nucleari di Ginevra. "Non ci potevamo d'altronde permettere che a livello internazionale sedesse in rappresentanza del nostro paese una persona senza prestigio - spiega Strata - Ne va della nostra onorabilità sul piano internazionale". Sarà per questo che il Ministro dell'Università e della Ricerca Fabio Mussi, già nel mese di novembre, aveva affermato che per le nomine degli enti di ricerca sarebbe stata importante e necessaria l'adozione di nuovi criteri. "Per quanto mi riguarda, anche se la legge non mi obbligava - dichiarò il ministro - ho previsto dei comitati di alta valutazione. Ho usato questo metodo sia per la presidenza dell'Agenzia Spaziale Italiana che l'Istituto nazionale di Astrofisica e si sta ugualmente adottando questa procedura per la presidenza del Consiglio Nazionale delle Ricerche". E ancor più che l'autorevolezza del nome prescelto, il prof. Strata ci tiene a sottolineare proprio l'importanza dell'inversione di rotta sulla scelta del metodo che è all'origine della nomina. "Siamo sempre pronti a vagliare e criticare, pure duramente se serve, l'operato del Governo e del Ministro. Questa volta invece occorre riconoscere il valore di un gesto di discontinuità che giova non solo ai ricercatori nostrani, ma a tutto il Paese". Merito primario di Mussi quello di essere "uscito dalle usuali vie che coinvolgevano le segreterie dei partiti", che poco hanno a che fare con la scienza, e di aver invece "nominato una Commissione di illustrissimi scienziati con il compito di fornire una terna di persone eccellenti a partire dagli oltre 40 candidati". I tre finalisti sono stati R. Cortese (docente universitario), Francesco Profumo (rettore del Politecnico di Torino) e lo stesso Maiani. Mussi si è preso poche ore "per pensare e riflettere sui curricula", ma la scelta era a quel punto facile. "Da una commissione di persone competenti è infatti venuta fuori una terna di persone altrettanto competenti da un punto di vista scientifico e serie, capaci di fare il loro lavoro". "Questo esempio - conclude Strata - dovrebbe ispirare tutte le scelte necessarie ad ogni livello della ricerca scientifica italiana. Peccato che questo tipo di procedura fosse già stata avvallata dalla rivista Nature in occasione dell'elezione del Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità ma che il MinistroTurco non abbia ritenuto utile seguirla".

Venerdì, 4 gennaio, 2008 - 16:26

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