Staminali, primo trapianto di cornea


Il Tempo
15/08/2008
occhio(Immagine fornita da Flickr)

La Prima ricostruzione di una cornea a partire da cellule dello stesso paziente nell'ospedale «E. De Santis» di Genzano, ai Castelli Romani. Interventi di questo genere seguono ormai procedure standardizzate e permettono di ricostruire la cornea danneggiata da ustioni, sostanze chimiche o malattie autoimmunitarie. L'intervento avvenuto nei giorni scorsi, il primo eseguito nell'ospedale laziale, è stato eseguito dall'equipe chirurgica coordinata da Fabio Ambrosini, responsabile dei trapianti per la Asl Rm H, Luigi Zurlo, anestesista, e Franco Arrigoni, oculista. Nell'intervento sono state prelevate dal paziente le cellule indifferenziate che si trovano nella zona di confine tra congiuntiva e cornea, chiamata limbus.
Grazie a trapianti di questo tipo è possibile correggere i difetti del tessuto che riveste la cornea e preparare così il paziente a un eventuale trapianto di cornea. Secondo gli autori dell'intervento si tratta di «un'ulteriore conferma della fase applicativa delle più moderne conoscenze terapeutiche sulle cellule staminali, che offrono brillanti prospettive di cura per le più severe patologie della superficie oculare».

Venerdì, 15 agosto, 2008 - 08:43

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Vorrei qualche informazione

Vorrei qualche informazione sulle ultime ricerche in materia di ricostruzione della cornea attraverso la coltura di cellule staminali prelevate dallo stesso paziente, attraverso le quali è possibile riparare danni alla cornea. Faccio riferimento in particolare ad una articolo apparso qualche mese fa, circa una sperimentazione condotta in una Università del Nuovo Galles in Australia dal dr. Nick Di Girolamo, che ha avuto come risultato, la riparazione/rigenerazione della cornea attraverso la coltura su lenti a contatto di cellule staminali del paziente. Una volta raggiunto un numero adeguata di cellule sono state applicate le lenti al paziente. Nello specifico vorrei sapere quante probabilità ci sono che questa tecnica innovativa sia applicata su vasta scala ed in particolare se è possibile applicarla anche in pazienti con danni (fortunatamente non gravissimi) provocati da abuso di lenti a contatto. Tutto ciò per consentire ad una di 20 anni affetta da miopia severa e alla quale è stato sconsigliato un intervento di chirurgia refrattiva o di applicazione di lentine intraoculari, di poter tornare ad usare normali lenti a contatto. Non so se le mie domande sono pertinenti con gli intenti di questo sito in ogni caso ringrazio anticipatamente. Marina Trinca

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