Politiche sociali

Senza assistenza, l'uguaglianza rimane sulla carta

di Pietro Vittorio Barbieri*

Una persona che ha prodotto reddito per tutta la durata della sua vita non può essere messa sullo stesso piano di una persona che è nata disabile.

Credo che all'inizio di una legislatura sia indispensabile una riflessione sulla disabilità, in quanto questa rimane un tema residuale per la politica Italiana.
Dobbiamo sottolineare come le persone con disabilità hanno diritto di affermare in qualunque situazione la loro capacità di autodeterminarsi, nel nostro ordinamento, invece, sebbene l'articolo 3 della Costituzione sancisca l'uguaglianza e la pari dignità di tutti i cittadini, i disabili restano fortemente discriminati a livello legislativo.
La nostra legislazione, infatti, è condizionata dagli articoli 153 e 154 del Decreto Regio di pubblica sicurezza del 1931, per i quali esistevano tre categorie di cittadini indesiderabili; i nemici politici, le persone con problemi mentali e le persone disabili.
Ad oggi, solo per la terza di queste categorie, non è intervenuta nessuna legge abrogativa, per cui le persone con disabilità, rimangono persone indesiderate e noi dobbiamo renderci conto che questo è il cardine delle politiche sociali nel nostro paese. In questo senso l'assistenza diretta e indiretta deve essere un obbligo per i comuni e noi speriamo che la convenzione ONU sia l'occasione per superare questo piccolo vulnus dell'Italia, un paese dove le risorse finanziari ci sono, ma vengono impiegate male, infatti, quando si parla di politica sociale, vengono messi insieme soggetti che si trovano in situazioni completamente differenti.
Mi spiego, se una persona ha prodotto reddito per tutta la sua vita presumibilmente ha costruito una famiglia e ha dei figli in grado di contribuire alla sua vecchiaia, questa persona, dunque, non può essere messa sulla stesso piano di una persona che nasce disabile, occorre che siano fatte delle distinzioni; Io, ad esempio, ho fatto un incidente quando avevo vent'anni e, di conseguenza, non ho potuto laurearmi in quanto mi è stato impedito dal sistema, ora, senza dubbio, mi trovo in una situazione diversa rispetto a chi è stato dirigente di azienda per 60 anni, non è assolutamente la stessa cosa ed in questo senso occorre mettere in pratica un meccanismo di selezione.
Sempre in questo senso, voglio ricordare, poi, come, sebbene negli ultimi anni il fondo sanitario nazionale sia cresciuto del 30 per cento, nessuna nuova prestazione è stata attivata, ciò, perché, si sono presentate nuove spese, se pensiamo, ad esempio, ai dipartimenti che erano nati col compito specifico di razionalizzare la spesa sanitaria, vediamo come questi non hanno prodotto niente in termini di prestazioni mediche, facendo solo aumentare la spesa pubblica in relazione agli stipendi del personale impiegato, questa è una situazione intollerabile in un paese come il nostro; un paese dove, non mi stanco di ripeterlo, le risorse economiche sono sufficienti, ma vengono impiegate in maniera sbagliata.

*Pietro Vittorio Barbieri è Presidente della Fish

Mercoledì, 6 agosto, 2008 - 12:07

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