Scienziati in politica, per difendere il diritto al lavoro

di Marco Cappato

Quando il Vaticano aprì alle Nazioni Unite la crociata per la messa al bando mondiale della ricerca sulle cellule staminali embrionali, Luca Coscioni si appellò ai massimi scienziati per reagire. Il Partito Radicale li invitò a prendere la parola davanti ai membri della Commissione per i diritti umani dell'ONU a Ginevra. Bernat Soria rispose per primo all'appello. Soria aveva lasciato la Spagna per andare a far ricerca libera a Singapore. Tornò nel suo Paese solo quando, forte di due milioni di firme contro i divieti all'uso di staminali embrionali per combattere il diabete, ottenne le garanzie di poter andare avanti con i suoi esperimenti. Con noi a Ginevra, spiegò che la ricerca sulle staminali è fondamentale per cercare una cura contro il diabete, una malattia che colpisce oltre duecento milioni di persone nel mondo. E che per questo firmava l'appello di Luca. "El Pais", il più importante quotidiano spagnolo, dedicò a questo evento un'intera pagina. Nessun giornale italiano spese nemmeno una riga. Nel febbraio 2005, due giorni prima della morte di Luca, Soria intervenne alla Sessione costitutiva del Congresso Mondiale per la Libertà di Ricerca, parlandoci della necessità di libera circolazione di informazioni tra le reti europee di scienziati. Bernat Soria è il "nostro" Ministro della salute: per storia, per obiettivi, per cultura. È il Ministro di una politica laica e rivolta al futuro, quella di Zapatero, non a caso tra i nomi di ispirazione della Rosa nel Pugno. È il Ministro di un Paese che ha appena legalizzato la cosiddetta "clonazione terapeutica" (trasferimento del nucleo cellulare), mentre da noi il Ministro Livia Turco, di fronte al fallimento della legge 40, non riesce a far niente di meglio che creare l'ennesima commissione, nella quale nomina il Presidente di "Scienza e Vita" Bruno Dalla Piccola. Mentre Bernat Soria porta in politica l'esperienza e il rigore di un uomo di scienza, sempre il Ministro Livia Turco decide di lasciar scadere la delega per i decreti attuativi sulla convenzione di Oviedo, preferendo... provare a chiedere al parlamento, per oscuri motivi, una seconda delega che forse non otterrà! Bernat Soria è il nostro Ministro perché vorremmo al governo della politica italiana anche persone come lui. Non a caso Umberto Veronesi era stato il Ministro più popolare del governo di allora, prima di essere confinato nel ricco ma impotente mondo delle fondazioni e dei cinque per mille. Non a caso il cattolico laico Ignazio Marino è applauditissimo dal popolo (ex) DS. Dalla Spagna arriva una lezione preziosa. Non tanto per la nostra politica, che non ascolterà. Per i nostri scienziati, invece, se si renderanno conto che è necessario difende il proprio lavoro, la propria deontologia professionale dall'assalto dei nuovi fondamentalisti e vecchi partitocrati. Alcuni di loro se ne resero conto durante la campagna referendaria: scienziati in sciopero della fame, o in "sciopero alla rovescia", tenendo aperti il sabato e la domenica laboratori e centri di fecondazione. L'Associazione Coscioni è a disposizione come strumento per organizzare questa nuova difesa politica, "sindacale" nel senso migliore della parola, del lavoro di scienziato e di medico. Le iscrizioni sono aperte. E magari presto anche la campagna per uno scienziato che governi laicamente la salute e la ricerca italiana.

Lunedì, 30 luglio, 2007 - 17:41

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