Rispettare la volontà di Nuvoli, contro torturatori, aguzzini e violentatori del suo corpo

di Marco Cappato

Giovanni Nuvoli ha parlato. Si è espresso "parlando con gli occhi" grazie a quel sistema informatico che, come radicali dell'Associazione Coscioni, chiediamo da anni sia messo a disposizione di tutte le persone in quelle condizioni. È, senza dubbio, anche grazie a Nuvoli, dopo Luca Coscioni e Piergiorgio Welby, se il Ministro Livia Turco si è impegnato a investire 10 milioni di euro per ridare la facoltà di parola a chi l'ha perduta. Giovanni Nuvoli ha detto ciò che aveva da dire. Abbiamo fatto il possibile per aiutare affinché la condizione nella quale era stato recluso per un anno - in terapia intensiva, con un'ora di visite al giorno e senza computer - fosse urgentemente superata. Ora però Nuvoli, da casa sua e con la sua "voce", ha confermato che vuole sospendere il trattamento che lo mantiene in vita, e che vuole farlo senza soffrire. È un suo diritto, garantito dalla Costituzione. Vorremmo davvero che non si aprisse ora il festival di chi, in nome della "Vita", vorrà che la vita di Nuvoli, il suo corpo ridotto a uno scheletro, continuino ad essere torturati per mesi. Purtroppo quel festival di aguzzini e violentatori del corpo e della persona Giovanni Nuvoli si scateneranno ancora una volta, scandalizzandosi a reti unificate contro "l'accanimento mediatico" radicale, o altre idiozie di questo tipo. Per quanto mi riguarda - anche a nome dell'Associazione Luca Coscioni, il Partito radicale e gli altri soggetti radicali - posso solo confermare l'impegno ad aiutare Giovanni Nuvoli e ad esigere che lo Stato italiano lo rispetti come soggetto titolare di diritti, impedendo che sia invece trattato come oggetto e vittima di deliri ideologici.

Lunedì, 14 maggio, 2007 - 16:07

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