Ricerca di base e vivisezione

di Giulio Cossu

Spettabile associazione, sono radicale anche se non iscritta. [...] Penso di appartenere alla "antropologia" radicale tranne che per un aspetto: libertà di ricerca sì, ma vivisezione no! Non capisco come si possa ancora sentir parlare di "ricerca di base" quando si sa che significa vivisezione; proprio oggi sentivo alla radio che alcuni esperimenti hanno dato risultati sui topi ma vanno riverificati sull'uomo per problemi di tossicità...e allora perché torturare topi, cani, gatti, primati se non esiste neanche la certezza dei risultati? Un'associazione come la Luca Coscioni che verte proprio sulla ricerca e sulla modernità della ricerca dovrebbe puntare sui metodi davvero innovativi:clonazioni dei tessuti e altro (non sono una tecnica del settore) che,oltre ad avvicinare alle cure,non provochino atroci agonie ad esseri viventi.non saranno uomini,ma per questo è giusto aprirli,iniettare loro malattie, far finta di curarli e in realtà iniettare loro veleni per sapere quanto sono velenosi, provocare morti atroci...e per di più inutili? Spiega bene il sito www.ricercasenzaanimali. org/ragioni.htm le motivazioni per cui tanti scienziati si sono allontanati dalla vivisezione: immorale e antiscientifica visto che parte da un presupposto assurdo: che l'uomo sia come un'altra specie animale! [...] Non parlate più di "ricerca di base", è un'ipocrisia indegna dei radicali:è vivisezione. e,se possibile,svincolatevi da una ricerca vecchia e superata,inutile e immorale.nella speranza anche di una risposta,ringrazio comunque per l'attenzione, Gabriella Paggi

Salve, ho letto che vi occupate di libertà di ricerca e mi auguro che decidiate di lottare per un futuro senza una ricerca basata sulla sperimentazione animali,visto che è riconosciuta dal settore scientifico oramai a livello mondiale la sua inattendibilità e inutilità, il futuro è la tossicogenomica e tutte le altre tecniche basate sullo studio diretto dei tessuti e delle cellule umane.Basta con lo sfruttamento degli animali,utile solo alle tasche della case farmaceutiche! Voi che ne pensate in proposito? Grazie per l'attenzione, Simona De Nicola

Cara Gabriella, Cara Simona, L'Associazione Coscioni dalla sua fondazione difende la libertà di ricerca, certo non la libertà di torturare e vivisezionare animali. Comunque equiparare ricerca di base a vivisezione è frutto di una profonda ignoranza della situazione attuale (notate che tutte le foto di animali vivisezionati sono in bianco e nero e ingiallite, perché vecchie di decenni). La ricerca di base può richiedere il sacrificio, sotto anestesia, di animali di laboratorio, che vengono utilizzati a favore della specie umana esattamente come tutti gli animali che alleviamo per produrre carne o pesce. Si potrebbe discutere dell'utilità, ma ogni volta che entri in farmacia per acquistare un antibiotico o un altro farmaco che può salvare la tua vita o quella di un tuo caro devi pensare che la dose efficace e non tossica è stata sperimentata su animali. Altrimenti l'avresti dovuta assumere tu o qualcun'altro senza sapere di possibili effetti positivi o negativi. E' vero che in qualche raro caso, vedi il thalidomide, i tests sugli animali non avevano rivelato il potenziale teratogeno (cioè di indurre malformazioni) che poi causò focomelia nei bambini nati da madri che la avevano assunto in gravidanza. E' anche vero che si cita questo esempio perché è l'unico tra decine di migliaia di farmaci che ogni giorno salvano milioni di vite. Le industrie farmaceutiche si arricchiscono sui farmaci! Vero ma questo è un altro discorso. La ricerca di base è soggetta a regole molto severe e gli animali sono mantenuti in condizioni ottimali di densità, temperatura, umidità, qualità del cibo etc. Ogni intervento è effettuato in anestesia totale e speso si tratta, almeno per i moderni esperimenti di terapia genica e cellulare di iniezioni di cellule e di vettori virali: le stesse che stanno entrando in sperimentazione clinica per molte malattie fino ad ora incurabili. Non è vero che gli esperimenti su gli animali non servono a niente. Alcuni saranno anche inutili, altri no. Noi abbiamo riportato la prima guarigione di topi e cani distrofici. La distrofia muscolare colpisce tutti i mammiferi; nella colonia di Parigi, invece di essere uccisi o lasciati morire come capita a tutti i loro simili, i cani distrofici sono curati e assistiti nella speranza di trovare una cura definitiva. Grazie a questi studi stiamo per sperimentare questa terapia su pazienti affetti da distrofia muscolare. Se qualcuno conosce un sistema alternativo che permetta di misurare la funzione di un grande muscolo scheletrico di mammifero, sarei felice di conoscerlo. E così anche le associazioni dei parenti dei bambini malati che sarebbero perplessi nell'apprendere che gli animalisti auspicano una sperimentazione diretta sui loro figli. In conclusione non si può fare di ogni erba un fascio: se esistono casi si vivisezione questo vanno denunciati, gli esperimenti sospesi e i responsabili puniti. Ma non si può affermare che la ricerca di base equivale alla vivisezione perché questo non è vero. Già oggi si usano colture cellulari e modelli ogni volta che ciò sia possibile e si cerca di utilizzare il numero minimo di animali, anche per motivi economici. Gli enti finanziatori e i comitati etici chiedono il numero esatto degli animali da utilizzare e il perché. Detto questo bisogna ricordare che senza ricerca di base non ci può essere ricerca applicata e clinica e quindi progresso nella medicina. E questo non è quello che credo voi vorreste annunciare a chi soffre di una malattia oggi incurabile. Cordialmente, Giulio Cossu (Direttore Istituto per le Cellule Staminali del San Raffaele,Professore di Istologia,Università di Milano, Membro del Consiglio Generale dell'Associazione Luca Coscioni)

Martedì, 31 luglio, 2007 - 18:39

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