Venti milioni di euro ai qualunquisti anti-ogm


Domenica (il Sole 24ore)
31/01/2011
Gilberto Corbellini

La comunità degli scienziati italiani è allibita. Potrei riportare decine di email e telefonate, non ultima quella di uno sconfortato Edoardo Boncinelli. Il lamento è uno solo: ci dicono che non
ci sono soldi per finanziare ricercatori che all'estero ci invidiano, e che per questo sempre più spesso se ne vanno, ma la Presidenza del Consiglio, la Regione Lazio,il Comune di Roma e la Regione Puglia hanno stanziato ben 20milioni di euro da destinare a un progetto ispirato dalle fobie allucinatorie dell'ex-sessantottino Mario Capanna. L'unico al mondo ad aver visto e discusso (UnoMattina Estate del 30 luglio 2007) il sapore dell'inesistente fragolapesce, usata anche come monito terroristico da una pubblicità Coop.

 

Il progetto si chiamerà, forse per assonanza con il film di Albanese, GenEticaMente.
E a leggere la «piattaforma di ricerca», cioè i tipi di tecnologie e gli obiettivi del programma, vien subito da ridere. Poi, però, subentra una profonda tristezza. E uno si chiede chi possa mai aver vagliato, sul piano della plausibilità e della fattibilità, le cosiddette piattaforme di innovazione che sono state finanziate. È evidente che i ministri, presidenti di regioni, sindaci e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, non hanno chiesto, come si fa a livello internazionale per qualunque stanziamento di fondi pubblici, a un comitato di esperti neutrali, se il progetto ha una sua razionalità. Si possono capire Coop e Coldiretti, che avranno un ritorno di immagine attraverso il rinforzo della propaganda antiogm. Ma non è chiaro l'interesse delle istituzioni pubbliche a investire in quel pastrocchio i soldi delle nostre tasse. Che, di fatto, vengono regalati a una fondazione privata, che li userà per fare del proselitismo settario, cioè per alimentare la disinformazione contro l'uso agricolo di ogm.

 

Il piano si ammanta della definizione di «ricerca partecipata», cioè democraticamente controllata. In realtà è l'ennesimo esempio nazionale di manipolazione politica della scienza, nel nome di pregiudizi ideologici. È il ritorno della politicizzazione della biologia del sovietico Lysenko. I danni per una politica agraria ideologica e irresponsabile, saranno a carico dei milioni di cittadini italiani che dovranno pagare il cibo più caro in un paese che diventerà economicamente sempre più arretrato. Chi volesse esprimere un civile segno di protesta può sottoscrivere un appello alle autorità politiche e istituzionali a questo indirizzo: www.salmone.org.

 

 

Lunedì, 31 gennaio, 2011 - 12:47

1 commento

Non bastava il fatto di non

Non bastava il fatto di non avere da anni finanziamenti per fare ricerca in biotecnologie vegetali.

Non bastava che i disobbedienti, istigati da Zaia, andassero a distruggere i campi degli agricoltori Friulani che stavano rispettando tutte le leggi Europee su cui l'Italia latita.

Non bastava che l'Italia sia l'unico Paese sviluppato che vieta alla ricerca pubblica da 10 anni di fare sperimentazione in pieno campo.

Per quanti anni i nostri giovani pagheranno questo oscurantismo ottuso e senza dati che mira solo ad un mercato autarchico ed autoreferenziale. Guardate su http://www.salmone.org le prime reazioni indignate dei presidenti dei biotecnologi italiani o del presidente della socità scientifica di Orticoltura.

Intanto che nessuna tema. Continuiamo ad importare milioni di tonnelate di soia e mais OGM, ma quello che si deve spegnere è solo il cervello.

roberto defez

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