Turismo riproduttivo: dalla Russia alla Svizzera


www.mammedomani.it
15/12/2011

 La Svizzera è la nuova meta riproduttiva per tutte le coppie che vogliono fare PMA dalla Russia: percorrono quasi 2.500 chilometri pur di coronare il loro sogno.

Questa la distanza che separa Lugano da Mosca e che moltissime coppie percorrono per poter avere un figlio. Un fenomeno in costante crescita che porta le coppie dall'est alla Svizzera.

Questo quanto affermato da Maurizio Minoli, direttore del centro internazionale di Medicina della riproduzione ProCrea di Lugano, dove è stato notato un forte aumento di coppie russe negli ultimi tre anni. Un aumento del 300% con coppie che hanno proceduto con la fecondazione assistita in vitro.In prevalenza sono coppie tra i 35 ed i 40 anni e che si sono sottoposte a trattamenti che sono riconosciuti anche nel loro Paese di origine.

La motivazione di questo turismo riproduttivo non sta in leggi più permissive rispetto al Paese di origine dove ad esempio la normativa russapermette l'accesso alle tecniche di procreazione assistita tutte le coppie eterosessuali, sia sposate sia conviventi, ma anche le donne single.

In Russia viene prevista la diagnosi pre-impianto nel caso almeno in un componente della coppia, o in un suo familiare, siano state diagnosticate specifiche malattie. Sono ammesse sia la donazione di spermatozoi sia l'ovodonazione; ammesse anche la criopreservazione e la maternità surrogata.

Il motivo di questo spostamento risiede forse proprio nell'eccellenza dei trattamenti in Svizzera nel settore sanitario. Basti pensare che il 90% dell'utenza di ProCrea proviene da coppie di altre nazioni. Moltissimi gli italiani, che si rivolgono alla Svizzera anche per trattamenti previsti anche nella nostra nazione. "Per esempio, nel campo della procreazione assistita, per essere abilitati ad effettuare un trattamento Fivet in Svizzera, non è sufficiente avere la specializzazione in Ginecologia, ma occorre seguire un particolare corso di perfezionamento. Così anche i medici che hanno conseguito laurea e specializzazione in Italia devono sostenere una ulteriore abilitazione per operare in Svizzera" questo a garanzia di una eccellenza sanitaria in questa Nazione.

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Giovedì, 15 dicembre, 2011 - 14:54

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