Testamento biologico, due visioni a confronto Il dibattito al Carcere Borbonico con l'avvocato Angiolini che ha seguito il caso di Eluana Englaro


Ottopagine
17/11/2010
Rossella Strianese

Ascolta le interviste a Giulia Simi e all'avvocato Angiolini

Il dibattito è stato registrato da Radio Radicale

Avellino - Riconoscimento del valore legale delle “direttive anticipate” di fine vita, ovvero il cosiddetto Testamento biologico. Se ne è parlato oggi ad Avellino presso il carcere Borbonico insieme ad autorevoli protagonisti del dibattito nazionale tra i quali l’avvocato Vittorio Angiolini ordinario di diritto costituzionale presso l’Università di Milano nonché noto al grande pubblico come l’avvocato di Beppino Englaro, padre di Eluana.
La sentenza sul caso Englaro: uno spartiacque. Angiolini in particolare si è soffermato sulla spinta innovativa della sentenza di Corte di Cassazione sul caso Englaro, che ha sancito un prima e un dopo sul tema del fine vita andando a fissare dei principi, delle linee ispiratrici alle quali rifarsi in assenza di una legislazione. Il disegno di legge sul testamento biologico infatti è ancora all’esame del Parlamento ed è pressoché unanime il coro di no alla proposta del legislatore che ha preferito seguire una strada diversa, meno rispettosa della libertà individuale stabilendo che il testamento biologico non sia vincolante sul fine vita né sull’alimentazione e l’idratazione forzata.
Fine vita: due visioni a confronto. L’importanza che ha assunto il tema nell’opinione pubblica negli ultimi tempi ha spinto quindi l’associazione di avvocati praticanti e associati Diritto e Libertà di Avellino a promuovere una giornata di studi e dibattito da cui sono venute fuori tutte le anime della questione, da quella più laica e liberale che appunto mette al centro l’individuo e la sua volontà a quella più moderata e conservatrice di ispirazione religiosa che subordina la volontà del malato alle cure. L’evento è stato promosso insieme al Consiglio dell’ordine degli avvocati di Avellino e in collaborazione con il quotidiano Ottopagine.
Sono intervenuti anche Gelsomina Salito ricercatore di diritto privato presso l’Università di Salerno, Giulio Tarro presidente della Fondazione De Beaumont-Bonelli per le ricerche sul cancro e Giulia Simi, vicesegretario Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica. Il direttore di Ottopagine Bruno Guerriero ha moderato il dibattito. A seguire una riflessione sui modelli legislativi a confronto con l’avvocato Aniello De Piano, segretario dell’Associazione Diritto e Libertà che ha maturato una significativa esperienza presso il Ministero degli Affari Esteri – Sottosegretariato per i Diritti Umani. Nel corso del convegno, infatti attraverso la comparazione dei differenti sistemi vigenti in Europa ed all’estero, sono stati anche analizzati i procedimenti etico – normativi che hanno portato, nella maggior parte dei paesi occidentali, ad una disciplina pratica ed attenta del testamento biologico. Paesi dove si è riusciti a sancire il diritto di ogni individuo di disporre liberamente della propria esistenza, ovvero il diritto all’autodeterminazione sancito peraltro anche dall’articolo 32 nostra Costituzione.
 

© 2010 Associazione Luca Coscioni. Tutti i diritti riservati

Giovedì, 18 novembre, 2010 - 12:42

Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it