"Su Eluana processi da Inquisizione"


la Repubblica
Piero Colaprico

La famiglia: basta fondamentalismi. Famiglia cristiana: è un’esecuzione

Milano - La «moratoria» chiesta dagli Englaro per far calare un po’ di silenzio intorno al letto dove giace Eluana, in stato vegetativo da quasi diciassette anni, non ha sortito l’effetto sperato.

Le ultime voci polemiche si levano da Famiglia cristiana e da un gruppo di medici. Questa volta, però, dal legale degli Englaro, Vittorio Angiolini, arriva una risposta dura: «Il moderno processo intorno al caso di Eluana è finito, si sa, mentre da parte di qualcuno si vorrebbe ricominciare ogni giorno un processo, ma oscuro e a senso unico. Come quelli della Santa Inquisizione. Forse -conclude Angiolini - i più fondamentalisti dimenticano che esiste la libertà di coscienza. Perciò lascino fare a Beppino e Saturna Englaro i conti con la loro coscienza...».
Il settimanale dei Paolini ha pubblicato con grande evidenza, un servizio presentato con questo apparato di titoli: «Tutto pronto per 1‘esecuzione. La morte a Natale. Mentre noi mangeremo il panettone, la ragazza potrebbe essere lasciata morire di fame e di sete. Per ordine dei giudici». Più o meno lo stesso concetto che hanno espresso circa trecento medici, schieratisi sulla linea di Gian Luigi Gigli e Giuliano Dolce. Firmano questo appello, in circolazione da settimane, per rilanciare «le regole della deontologia... In medicina ---- scrivono ----- è regola assoluta che la presenza di qualunque disagio e sofferenza venga corretta anzitutto rimuovendo le cause che la determinano». Perciò «davanti alla sofferenza prodotta dalla mancanza prolungata per ore e giorni di acqua e cibo il medico deve intervenire somministrando liquidi ed elementi nutritivi e non nascondendo la sofferenza stessa con sedativi, antidolorifici e altri farmaci«. Sulla stessa linea il presi- dente emerito della Corte costituzionale Antonio Baldassarre: «Interrompere l’assistenza può essere considerato un atto di eutanasia». Sono parole che fanno scuotere la testa agli Englaro, come sottolinea l’avvocato Angiolini: «Non ci sarebbe nemmeno bisogno di dire che al giudizio si è arrivati esaminando proprio i principi della medicina internazionale.Abbiamo avuto a favore le sentenze della Corte d’Appello di Milano, della Cassazione e persino una precisazione della Corte europea. I fondamentalisti religiosi dovrebbero rendersi conto che Eluana ha il diritto di essere lasciata morire, anche perché era lei che rifiutava l’eccesso di cure inutili. Il processo valido procede su fatti concreti, non su opinioni e sentimenti». Dall’entourage degli Englaro si aggiunge che molto vicino a noi, in Germania, sono state le chiese cattolica e protestante, insieme, a dare per scontato che nes- sun paziente può essere obbligato a vivere come Eluana. A chi ancora pretende un decreto del governo per bloccare la sentenza, o a chi, come «Fraternità Cattolica», assegnerà ad Eluana la tessera numero i per il 2009 per evitare che sia insidiata dai «dottor morte», arriva la reazione di una Onlus: «Eluana Englaro e la sua famiglia non meritano tutto quello che stanno subendo, dicono «Gli Amici di Eleonora». I quali si dichiarano basiti difronte all’«ennesimo tentativo di creare confusione intorno ad un tema delicato». Non può passare dunque inosservato, in questo turbine di dichiarazioni, il «silenzio del Friuli»: sia i politici sia gli amministratori della clinica stanno rispettando la moratoria chiesta dagli Englaro. Nemmeno il policlinico «Città di Udine» ha fatto passi indietro: ha solo chiesto una tregua. E il primario Amato De Monte è sempre disposto ad «accompagnare Eluana nei suoi ultimi giorni».
 

 

Lunedì, 29 dicembre, 2008 - 14:01

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